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Cuori sotto le toghe, il Tribunale adotta la gattina Morositas

Cuori sotto le toghe, il Tribunale adotta la gattina Morositas
di Alessandro Misson
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 08:42

Arriva con passo svelto ed elegante la mattina presto, quando la cattedrale della Giustizia teramana è ancora vuota e in giro c’è solo la sorveglianza e qualcuno del personale amministrativo. S’accoccola come una sfinge sul pianerottolo all’ingresso del Palazzo di Giustizia, tra la porta per l’ingresso del pubblico a destra e quella per l’ingresso del personale a sinistra, in posizione rialzata per godersi il soffio d’aria fresca che risale dal fiume Vezzola. Uno ad uno scruta chi arriva senza alcun segno di preoccupazione, è perfettamente a suo agio. Raccoglie qualche carezza sulla testolina lanciando miagolii di soddisfazione.

Da metà mattina, quando il via vai di persone si fa più intenso, se qualche avvocato apre la porta al centro per uscire dal Tribunale, lei ha già misurato la distanza giusta per non intralciare e non farsi calpestare, ma soprattutto per raccogliere comodamente qualche altra coccola di passaggio in attesa della pappa. Morositas, la piccola gatta nera che da circa un anno veglia sul Tribunale, all’ora convenuta balza giù per gli scalini d’ingresso e correndo indietro sulla passerella in cemento armato recupera la sua postazione per mangiare, la cuccia protetta dalle siepi costruita a destra del cancello di largo Madonna delle Grazie. Altro che sfortuna, per il Palazzo di Giustizia la gatta nera è diventata una mascotte. A dispetto del colore che dovrebbe portare male, le vogliono tutti un gran bene.

Vigilanza, impiegati, forze dell’ordine e magistrati: per lei c’è sempre un bocconcino o una parola dolce. Semmai è Morositas la vera sfortunata. L’anno scorso, in una calda e assolata giornata d’agosto, si è presentata magra e affamata all’ingresso del Palazzaccio con il pancione. E’ arrivata dalla strada e ha trovato rifugio sotto le grandi scale per partorire. Quattro micetti, tre nati morti, uno morto qualche giorno più tardi, forse a causa delle precarie condizioni di salute. Morositas è comunque rimasta in zona, toccando i cuori di chi lavora nella Giustizia. Col permesso e la tolleranza dei vertici del Tribunale, di fatto oggi è stata adottata ed è a tutti gli effetti “la gatta nera del Tribunale”. A distanza di un anno sono in tanti ad occuparsi di lei. Complice la corte serrata di Ciccio, il gatto maschio che periodicamente segna quel territorio, Morositas nel frattempo è rimasta di nuovo incinta: ha partorito altri quattro micetti, stavolta forti e sani, finiti tutti in adozione a famiglie contattate da chi si occupa di lei quotidianamente. Per evitare il proliferare di gatti è stata però lanciata una raccolta fondi, andata oltre le più rosee aspettative: la gatta è stata sterilizzata in una clinica privata e ora c’è anche un veterinario che si occupa di lei. E vive felice trotterellando tra divise e borse in pelle, tailleur e cravatte, toghe e scartoffie, sollevando gli occhioni gialli e strusciando i baffi, elegantissima nel suo pelo nero porta fortuna. Alessandro Misson

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