Teramo, malore in biblioteca: muore l'ingegnere Tito Fanelli

Teramo, malore in biblioteca: muore l'ingegnere Tito Fanelli
di Teodora Poeta
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Domenica 1 Marzo 2020, 08:47

Sconcerto in città per la morte improvvisa di Tito Fanelli, ingegnere teramano 51enne della Sony Ericson, volto conosciuto negli ambienti della cultura, anima dell’associazione “Detto tra noi”. Una notizia che in poche ore ha fatto il giro degli amici e dei moltissimi conoscenti, tutti affranti per l’accaduto. Tito, così era conosciuto anche se il suo vero nome era Timoteo, ieri mattina si trovava nella biblioteca Delfico in compagnia di sua madre.
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Un posto che frequentava spesso anche solo per andare a leggere i giornali e tenersi informato sugli avvenimenti. Tutto è accaduto poco dopo le 12.30 mentre la biblioteca era affollata di studenti. Sono stati proprio loro a dare l’allarme e a chiamare il 118 quando evidentemente si sono accorti che l’ingegnere si stava sentendo male, con il 51enne che in quegli istanti, tuttavia, è riuscito a parlare con l’operatore e a riferire i sintomi che stava accusando. Dopodiché, però, la situazione è peggiorata. A quanto pare, negli anni passati aveva avuto alcuni problemi cardiaci, nulla, però, che gli avesse impedito di poter avere una vita normale.
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All’arrivo dei sanitari, quindi, gli è stato subito praticata la rianimazione cardiopolmonare assieme alla defibrillazione con alcune scariche. La situazione, insomma, nel frattempo era peggiorata. Ma dopo quei tentativi il 51enne era tornato a respirare spontaneamente. Portato all’ospedale Mazzini è stato trasferito in terapia intensiva. La notizia del decesso è arrivata poco dopo. «Oggi per noi amici è un giorno tristissimo – racconta Fabrizio - Tito era una persona speciale. Aveva tantissimi interessi. Credo che in vita mia non gli abbia mai sentito dire una parolaccia proprio perché era gentile, disponibile con tutti e sempre positivo. Ovunque c’era un’iniziativa culturale, c’era lui».
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Ingegnere della Sony Ericson, il 51enne ha anche un fratello minore, Luca, professore universitario a Bologna. Da alcuni anni aveva una compagna, Francesca, ma tutti lo descrivono come una persona molto riservata per quanto riguarda la sua vita privata. Il decesso sarebbe stato causato da un improvvisato arresto cardiocircolatorio forse dovuto anche alle sue passate sofferenze all’aorta. «Doveva stare un po’ cauto – racconta ancora l’amico – ma faceva una vita normalissima di partecipazione a tutti gli eventi sia culturali, sia ludici come le sagre o altre feste. Lui era una delle anime dell’associazione culturale “Detto tra noi”». Nella foto del suo profilo Facebook c’è lui e sullo sfondo il Gran Sasso, simbolo della sua terra che tanto amava, e poi la sua immagine in piccolo dipinta che dà perfettamente il senso della sua voglia di ricerca dell’arte. I funerali si svolgeranno lunedì pomeriggio, alle 14,30, nel Duomo. 

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