Colpi di becco e uccisioni, la strana “guerra” tra cigni neri e bianchi

Colpi di becco e uccisioni, la strana guerra tra cigni neri e bianchi
di Maurizio Di Biagio
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Sabato 13 Marzo 2021, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 09:29

L’assessore Valdo Di Bonaventura dovrà per forze di cose escogitare un rimedio per pacificare lo scontro tra due cigni neri e tre bianchi. Da tempo ormai si beccano, non vanno d’accordo, non mancano nemmeno gli assalti (con tanto di uccisioni), sin dai primi tempi, nel 2018, quando mossero i primi passi nel laghetto della Villa Comunale di Teramo. Addirittura pochi mesi fa l’amministrazione pensò bene di dividerli con una sorta di grata metallica, ma insorse il popolo di Twitter che condannò il gesto. Non resta ora che separarli: molto probabilmente i “neri” verranno trasferiti nel laghetto del parco fluviale. L’integrazione tra uccelli acquatici non è riuscita.

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In una villa incantevole e risanata, ieri si stavano fissando i collari agli alberi per combattere il parassita della processionaria e risistemando il tetto della pinacoteca. Di Bonaventura sta pensando a un nuovo parco giochi per bimbi ed anche a un punto ristoro. Più in là sullo specchio d’acqua gli vengono incontro due cigni neri che ammiccano ripetutamente con il lungo collo e ripetono il loro verso: «Mi stanno salutando» spiega l’assessore quasi commosso. Cosa che invece non fanno i “bianchi”, malgrado lui sia sempre prodigo di foglie di insalata nei confronti delle due “etnie”. «Riscontriamo una grossa conflittualità, per la verità c’è stata un po’ sempre, ma una maggiore animosità si è riscontrata da poco tempo, in occasione di un avvenimento particolare che ha turbato l’equilibrio di una convivenza già precaria», dice. Ma l’astio dei neri, così affettuosi con l’assessore, si riversa anche verso le oche «che pertanto non vanno mai in acqua». La gestione nel laghetto della villa non è proprio facile. «Stiamo pensando di trasferire i due cigni neri che andranno ad arricchire il laghetto del parco fluviale ma attendiamo i pareri dei medici veterinari». Valdo Di Bonaventura questa volta ha issato bandiera bianca «malgrado in passato, per mitigare lo scontro, abbia pure pensato di portare una femmina tra i tre bianchi tutti maschi che quindi non nidificano, mentre i neri (un maschio ed una femmina) lo hanno fatto già due volte. Cosicché per evitare che in presenza di nuove nidiate si possano verificare nuove situazioni spiacevoli, qualche oca è stata uccisa dal cigno nero in difesa dei piccoli, cerchiamo di evitare prossimi dissidi col trasferimento». L’assessore non sa spiegarsi il motivo dell’aggressività.

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