I cercatori d'oro in spiaggia: «Così ci paghiamo il weekend in Abruzzo»

I cercatori d'oro in spiaggia: «Così ci paghiamo il weekend in Abruzzo»
di Maurizio Di Biagio
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Domenica 10 Ottobre 2021, 11:40 - Ultimo aggiornamento: 11:41

Amano l’Abruzzo e pur di passarci qualche giorno di vacanza si sono ingegnati a modo loro, in una maniera molto particolare ed anche fruttuosa. Michele, Denis e Simone, tre operai bresciani sulla quarantina, si sono dotati di metal detector e, quando possono, prendono il loro usuale camper e passeggiano sulla spiaggia di Giulianova, scandagliandola, alla ricerca degli spiccioli, di collanine, di metalli di un certo pregio: «Nella nostra uscita di inizio ottobre abbiamo scovato un 350-400 euro di monetine, una cifra utile a pagarci una pizza, la benzina, un po’ di birra, il pedaggio che poi tra l’altro è sempre più una voce più consistente. Insomma ci adattiamo così per passare tre giorni in questa spiaggia che adoriamo, come ci piace molto il vostro cibo».

Di solito preferiscono passare un weekend all’anno nella costa teramana, in genere a fine stagione quando l’arenile è sgombro di ombrelloni e bagnanti, ma non disdegnano capatine in Romagna oppure a Jesolo come in Versilia con lo stesso marchingegno con cui cercano di pagarsi le vacanze. Però in Abruzzo la ricerca è più prolifica, i giuliesi appaiono abbastanza più distratti di altri nel lasciare sulla spiaggia monetine, catenine ed altro. Il loro è piuttosto un hobby che aiuta molto ad arrotondare gli sforzi economici per una vacanza ma a volte diventa solo un modo per ingannare il tempo, come quando si dirigono nelle campagne attorno Brescia per passeggiare e cercare: «Questo è un modo per stare assieme e al contempo tenersi in forma. Siamo amici da una vita – spiega Michele, cartongessista in una ditta del circondario – e serbiamo tante passioni, dalla pesca in poi: ogni tanto se ne aggiunge una nuova». Hanno cominciato nel 2014 e di quando in quando si ritrovano e partono «per terreni e spiagge».

A volte, se sono fortunati, possono trovare un anellino d’oro o una catenina d’argento. Per non “disturbare” i tre si recano nei litorali deserti di fine stagione, dal momento che non sono pochi coloro che come i bresciani hanno avuto la stessa idea «e capita anche che coloro che gestiscono gli stabilimenti non sono poi così contenti che tu vada in giro col metal detector: non capisco il motivo ma gli diamo fastidio». E poi c’è concorrenza: «La nostra è un'attività in rapida espansione con gente del posto che per un motivo o per l’altro si diletta in questa maniera. Importante alla fine – chiude Michele - è ascoltare il meteo prima di partire». 

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