Mister Di Mascio aggredito: due condanne. Ora la procura è a caccia del mandante

Mister Di Mascio aggredito: due condanne. Ora la procura è a caccia del mandante
di Teodora Poeta
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 10:50

Sono stati condannati, ieri, con il rito abbreviato i due esecutori materiali dell’aggressione al responsabile del settore giovanile del Teramo calcio Cetteo Di Mascio: 3 anni e 9 mesi per il 30enne di Bellante Vincenzo Ciarelli e 3 anni per il 23enne di Mosciano Alessio Guarnieri, oltre a 25mila euro di provvisionale per la parte civile. Il 23enne aveva chiesto un patteggiamento che non gli è stato concesso dal pm. Entrambi sono ancora agli arresti domiciliari per l’accusa di lesioni gravi nei confronti del dirigente sportivo.

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Un episodio avvenuto lo scorso 14 maggio all’interno dello stadio Bonolis, nell’ufficio di Di Mascio dove quel giorno si trovava insieme al proprio collaboratore. E se dalle indagini è emerso che a sferrare materialmente il pugno è stato Guarnieri, subito dopo essere scappati, alle 12,09, proprio Ciarelli ha invece iniziato a chiamare per ben 17 volte in due ore a partire dalle 12,11, colui il quale adesso risulta indagato in concorso per lesioni gravi nello stralcio di questa inchiesta ormai chiusa, ossia il suo datore di lavoro nonché presidente della Gioventù Teramo 1913 all’epoca dei fatti, Massimiliano Sposetti. Un imprenditore già sentito dagli inquirenti nella prima fase, ma come persona informata sui fatti proprio in merito alle telefonate. A causa di quel violento pugno in faccia Di Mascio aveva riportato 45 giorni di prognosi con lesioni al volto che avevano richiesto, poi, anche un delicato intervento nel reparto Maxillofacciale dell’ospedale di Pescara.

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Dopo aver preso e condannato gli esecutori materiali, la Procura adesso intende stringere il cerchio attorno al mandante. Per arrivare a Ciarelli e Guarnieri (entrambi difesi dall’avvocato Gianfranco Di Marcello, ndr) sono state passate al setaccio le immagini degli impianti di video sorveglianza dello stadio, ma anche quelle che si trovano in zona, e fatte perquisizioni. Fondamentale, però, è stato il racconto che Di Mascio ha fatto agli inquirenti di quando i due lo hanno avvicinato, con la testimonianza del suo collaboratore che ha assistito all’aggressione. Quel giorno il primo ad entrare nel suo studio era stato Ciarelli che aveva chiesto se ci fosse l’ex vice presidente del Teramo Ercole Cimini. Dopodiché i due erano rientrati insieme e avevano posto di nuovo la stessa domanda. Poi avevano iniziato a guardare le coppe esposte nello studio e nel frattempo Guarnieri si era avvicinato a Di Mascio quando all’improvviso gli aveva sferrato il violento pugno al volto. Dopodiché la fuga.
 

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