Tenta di dar fuoco con la benzina alla ex che lo ha lasciato: condannato a 13 anni di carcere

Tenta di dar fuoco con la benzina la ex che lo ha lasciato: condannato a 13 anni di carcere
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 09:26

«Non te l'aspettavi..non si vede quello che voglio fare?. Tu devi morire insieme a me..o sei mia o non sei di nessuno..vai a chiamare tua figlia e digli addio».

«Non lo fare..ti prego non lo fare».

«Ci potevi pensare, io ti do fuoco».

Un botta e risposta tra aguzzino e ex compagna scanditi in interminabili minuti per la parte offesa che completamente intrisa di benzina per evitare di diventare una torcia umana si era dovuta avvinghiare al suo ex prima che un condomino riuscisse ad aprire il cancello e a farla entrare all'interno dell'edificio. E' successo all'Aquila. Per questo grave gesto, l'operaio di nazionalità macedone D.T. di 44 anni (assistito dall'avvocato Massimo Costantini), accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti, consistiti nella cessazione della relazione sentimentale con la vittima, un ingegnere ambientale di nazionalità romena di 43 anni, (difesa dall'avvocato Maria Teresa Di Rocco), è stato condannato ieri nel corso del rito abbreviato dal giudice Marco Billi alla pena di 13 anni e 4 mesi di reclusione. Al di sopra della richiesta del pm ieri in aula, Fabio Picuti, a 12 anni e mezzo di reclusione.

L'imputato, che ha motivato il gesto come uno scherzo, era accusato anche di stalking. Tutto era nato a luglio scorso dalla volontà della donna di interrompere la relazione. Di qui la folle decisione di recarsi presso un distributore di carburanti nei pressi di viale della Croce Rossa, per riempire una bottiglia da un litro e mezzo di benzina, versata sulla donna mentre stava andando al lavoro: «Tanto non fai in tempo» aveva detto l'uomo alla sua ex facendo riferimento al tentativo di lei di avvertire i carabinieri. Urla della donna, costretta ad attaccarsi al corpo del macedone per impedirgli di usare l'accendino, che hanno richiamato l'attenzione di alcuni condomini che aprendo il portone del condominio hanno permesso alla parte offesa di trovare riparo. L'uomo era stato arrestato dopo poche ore nella sua abitazione nei pressi del Progetto Case di Tempera dai carabinieri.

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