Morto nel sacco a pelo, si indaga da due mesi: identità ancora sconosciuta. Controlli sul traffico telefonico nella zona

Morto nel sacco a pelo, due mesi d'indagini: identità ancora sconosciuta. Controlli sul traffico telefonico
di Patrizio Iavarone
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Sabato 1 Ottobre 2022, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 09:56

Più che un’indagine è un’impresa, perché gli inquirenti, a due mesi dal ritrovamento del cadavere di Castrovalva, zona impervia dell'area di Sulmona, in provincia dell'Aquila, ora stanno tentando di trovare qualche indizio nel traffico telefonico registrato nella zona nel periodo nel quale si presume sia stato abbandonato il morto. Una valanga di utenze a giudicare dal periodo di riferimento di due settimane almeno e in una fase della stagione, a luglio, nella quale la Valle del Sagittario è meta di migliaia di turisti. Un lavoro immane che, per questo, è stato affidato al comando provinciale dei carabinieri dalla procura di Sulmona che continua ad essere titolare dell’inchiesta. Non si tratta, d’altronde, solo di analizzare migliaia e migliaia di utenze telefoniche, ma anche di intuire una qualche correlazione tra queste e la vittima.

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IL MISTERO  Cosa a dir poco complessa, visto che dopo 60 giorni, celebrati ieri, non si conosce ancora neanche l’identità della vittima, di quell’uomo anziano, cioè, ritrovato il 30 luglio da due escursionisti in avanzato stato di decomposizione, nudo dentro a un sacco a pelo e con il viso divorato dagli animali selvatici. Non sapendo neanche di chi si tratta, è improbabile riuscire a unire i punti del puzzle, tanto più che non si è ancora capito come l’uomo sia morto. L’autopsia eseguita all’indomani del ritrovamento ha stabilito che non ci sono segni di violenza, né è ancora arrivato un responso dalle analisi tossicologiche che sembra siano molto più complicate del previsto. Ci vorrà del tempo, anche solo per capire se la vittima sia stata avvelenata o abbia assunto droghe o farmaci. Dettagli non secondari per avere un quadro un po’ più chiaro di una storia che da subito si è dimostrata un giallo e che, dopo due mesi, un giallo resta. Mentre la salma è ancora conservata nella cella frigorifera dell’ospedale di Chieti, in attesa che i magistrati la liberino e vi sia data sepoltura. Le indagini compiute dagli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, si sono concentrate all’inizio nella verifica delle persone scomparse. Ma nessuna denuncia è stata fatta né nel comprensorio, né in Abruzzo, né nelle province limitrofe.

Morto nel sacco a pelo: la vittima era nuda


LA RICERCA Infruttuosa la ricerca nelle anagrafi dei Comuni per verificare se di qualcuno, oltre i 60 anni di età, si fossero perse le tracce, anche senza denuncia, perché magari solo. L’ipotesi che si tratti di un pastore clandestino, avanzata da fonti giornalistiche, non ha trovato riscontro e anzi ha suscitato la reazione della categoria. L’allevatore Nunzio Marcelli spiega: «Ormai nella pastorizia il fenomeno dei lavoratori in nero è del tutto scomparso, anche grazie a una normativa di regolarizzazione che si è semplificata e che agli allevatori non conviene aggirare, se non altro per l’alto rischio infortuni che questo mestiere ha». La teoria più accreditata è che quel cadavere, ritrovato ad una decina di giorni dal decesso, sia stato scaricato sulla strada di Castrovalva da qualcuno.

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