Studentessa bullizzata per un anno, la scuola condannata a risarcirla

Studentessa bullizzata per un anno, la scuola condannata a risarcirla
di Jacopo Ottenga Barattucci
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Giovedì 29 Luglio 2021, 08:35

Vittima di bullismo per un intero anno, il giudice condanna l’istituto a risarcire la famiglia. Gli episodi risalgono al 2015 e si sono verificati in una scuola media di Pescara. L’alunna è stata ripetutamente umiliata da un compagno davanti al resto della classe con epiteti ingiuriosi sull’aspetto fisico e anche di peggio.

Al termine di un lungo iter giudiziario, il tribunale di Pescara ha riconosciuto la responsabilità della scuola, rea di non essersi attivata per tutelare l’incolumità dell’alunna ed «impedire il protrarsi della condotta vessatoria del bullo». Infatti, stando ai racconti della vittima e di altri compagni, che hanno testimoniato di aver sorpreso più volte la ragazzina a piangere in corridoio, dirigente scolastico e docenti erano pienamente al corrente della situazione. Tuttavia dall’esame del registro scolastico si evince che gli insegnanti non hanno mai segnalato la condotta offensiva del bullo nei suoi confronti, ma si sono limitati ad annotare richiami disciplinari per disturbo delle lezioni e battute inopportune, e in un caso persino l’aggressione ad un compagno.

Mentre il preside, malgrado le rassicurazioni alla vittima, ha convocato separatamente i genitori del bullo applicando quale sanzione una settimana di sospensione. Provvedimento che non è stato risolutivo, dato che l’alunna ha comunque preferito trasferirsi in un altro istituto, perdendo di fatto l’anno. La scuola ritiene come il personale abbia sempre vigilato sui comportanti scorretti degli studenti. Il risarcimento dovrebbe aggirarsi sui 35mila euro, il giudice ha proposto di fissare una nuova udienza per formulare un’ipotesi transattiva, e spetta ora alle parti valutare se accettare o meno. L’assessore all’istruzione Gianni Santilli ha preferito non commentare l’accaduto, verificatosi nel periodo in cui era in carica la precedente amministrazione, ma specifica: «Sono sempre in contatto con i dirigenti e posso garantire che negli ultimi due anni fortunatamente non abbiamo avuto denunce di episodi di questo tipo».

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