Esclusivo/Gli sms dello stalker a Ester: «Senza di te la mia vita è solo buio»

Esclusivo/Gli sms dello stalker a Ester: «Senza di te la mia vita è solo buio»
di Gianluca Lettieri
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Venerdì 23 Giugno 2017, 12:17

«Vivo in una grande ansia, oltre che per la mia incolumità anche per quella dei miei due figli». È il 24 gennaio del 2014 quando Ester Pasqualoni presenta al commissariato di Atri un esposto di due pagine contro il suo stalker, Enrico Di Luca, che poi l'ha uccisa tagliandole la gola davanti all'ospedale di Sant'Omero (Teramo). «Nell’estate del 2005 - racconta l’oncologa - ho conosciuto Enrico, perché quest’ultimo si era sottoposto a una visita specialistica. Fra noi è nato un rapporto di profonda amicizia. Enrico si è sempre comportato bene. L’ho introdotto nella mia famiglia di origine. Lui, con i suoi modi gentili e garbati, si è fatto apprezzare da tutti».

Poi, nel settembre del 2008, Ester si separa dal marito. Nel 2009 la stimata oncologa conosce Fabrizio, un uomo di 55 anni, e nasce una relazione sentimentale. «Nel frattempo - prosegue la Pasqualoni - mi sono anche vista, sempre a casa dei miei genitori, con Enrico. A novembre 2013 ho deciso di confidare ad Enrico che frequentavo da un po’ Fabrizio e che con lui avevo instaurato una relazione sentimentale. In un primo momento, mi è parso che Enrico abbia capito e accettato la mia nuova relazione: gli ho detto che a lui ci tenevo molto e che in quanto amico volevo continuare a vederlo». Dopo pochi giorni, però, quello che diventerà il suo assassino le invia una mail. «Mi scriveva che era rimasto deluso, che si sentiva offeso e ingiustamente messo da parte dopo che, per nove anni, mi era stato sempre vicino».

A quel punto l’oncologa telefona a Enrico: «Gli ho spiegato che lui per me era una persona importante, ma che fra noi oltre all’amicizia non poteva concretizzarsi null’altro». Il 22 novembre Enrico invia un sms alla dottoressa: «Sei il mio primo pensiero del mattino. Non buttiamo questi ricordi, tutto quello che ci ha legato fino ad oggi, giorni belli o brutti che abbiamo trascorso insieme. Ogni giorno che passa vedo sempre più buio totale intorno a me…sto sempre più male. Dammi un vero segnale che mi vuoi veramente bene e saprò attendere con pazienza. Nulla è cambiato t.v.b.». Ester racconta che all’indomani, quando esce dall’abitazione di Fabrizio, entrambi notano «che Enrico stazionava in loco. Enrico ci ha detto che stava passeggiando.

Successivamente, mentre ci trovavamo sull’auto di Fabrizio, abbiamo constatato che Enrico ci seguiva. Ci ha seguito fino a casa mia: una volta scesa, ho cercato di parlarci. Ma lui, alla mia vista, si è allontanato». Ester prova a telefonargli, ma lo stalker prima non le risponde e poi le invia un altro sms: «Col tuo capitolo nascosto oggi mi sento usato, ingannato. Del mio capitolo nascosto ne varrai a conoscenza al momento opportuno». Nei giorni a seguire Enrico continua a mandarle numerosi sms e mail. Il 12 dicembre lo stalker torna alla carica con un messaggio: «Se eri vera amica avresti accettato un dialogo, non si chiude una storia di nove anni come si usa un fazzoletto, non accetterò mai questa situazione che si è creata. Ho tutte le registrazioni sms che conservo scrupolosamente». Proprio mentre si trova in commissariato, Ester riceve un sms dal compagno: le comunica che Enrico è passato sotto casa sua. Davanti alla polizia, l’oncologa racconta anche che Enrico ha mandato «dei messaggi su Facebook a una mia amica, tra cui una foto che ritrae me e il mio attuale compagno, in cui compariamo senza occhi».

La dottoressa, infine, dichiara: «Per evitare i frequenti inseguimenti di Enrico, ogni giorno cambio la strada che percorro in macchina. Io e la mia famiglia siamo in continua pressione psicologica: sono gravemente turbata». Tre giorni dopo, Ester torna in Commissariato e riferisce di aver ricevuto, 24 ore prima, due sms da Enrico. Il primo: «Mi sono ritrovato la Digos dentro casa, mi hanno sequestrato il porto d’armi e un fucile a scopo precauzionale. Spero vivamente che non c’è il tuo zampino». Il secondo: «Se è una sfida sai benissimo che è la mia passione». Il 30 gennaio del 2014 nei confronti di Di Luca scatta l’ammonimento del questore. Il 5 aprile l’oncologa si trova a passeggio per le strade di Roseto quando chiama i carabinieri, segnalando che lo stalker è passato con l’auto e sembrava che la stesse riprendendo con una telecamera. Ma il 30 ottobre, sempre del 2014, il Pm di Teramo, Irene Scordamaglia, chiede l’archiviazione nei confronti di Di Luca, indagato per stalking. Il magistrato parla di «difetto della condizione di procedibilità (querela)». E, in ogni caso, «le indagini delegate in ordine alle presunte riprese hanno permesso di accertare che quanto riferito dalla persona offesa non corrispondeva al vero poiché nei video esaminati non vi era la presenza di fotogrammi che immortalavano la Pasqualoni».

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