Roseto, 30 bambini ucraini restano senza scuola: protestano le mamme

Roseto, 30 bambini ucraini restano senza scuola: protestano le mamme
di Tito Di Persio
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Sabato 3 Settembre 2022, 18:16

ROSETO Trenta bambini ucraini sono in attesa di poter andare a scuola a Roseto. Il caso è nato i primi di agosto quando il sindaco Mario Nugnes ha scritto una lettera al Provveditorato agli studi esponendo una serie di criticità. La scorsa settimana, una nota della dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Roseto1 Maria Gabriella Di Domenico, in pensione dal primo settembre, ha reso pubblico il problema dell'«accoglienza dei minori ucraini in età scolastica».

«Continuano ad arrivare richieste di iscrizione per la scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, di minori ucraini in età compresa tra i 3 e i 14 anni - si legge nel documento - spiace comunicare che, nelle attuali condizioni organizzative, la nostra scuola non è in grado di accogliere ulteriori iscrizioni. Le classi autorizzate sono sovraffollate, al limite della capienza e il personale docente e Ata non sufficiente per consentire di erogare il servizio richiesto». «La mia non è cattiva volontà spiega la preside ma ho già delle classi medie della D'Annunzio con 27 alunni e non posso aggiungerne altri. La disponibilità c'era nelle scuole di Cologna, ma il Comune doveva garantire il trasporto».

Dall'altra parte c'è Olha, 32 anni scappata dalla guerra con due bambini a seguito in lacrime perché i suoi figli, dice, «non hanno trovato posto a Roseto». Poi c'è Zhanna, con una bimba di sei anni «rifiutata all'iscrizione della prima elementare» dice. «La mia bimba dice la mamma, che ha trovato lavoro in un camping a Roseto si è fatta tanti amichetti e non vedeva l'ora di andare a scuola con loro. Adesso piange da giorni e non sappiamo cosa fare». Storie simili raccontano altre mamme.

«Noi abbiamo scritto una lettera i primi di agosto sollevando delle criticità - dice Nugnes - che oggi si sono riscontrate reali». Per quanto riguarda le difficoltà a fare iscrivere i ragazzi, è «di competenza dei presidi. Noi come Comune possiamo intervenire solo in caso di criticità». Molti profughi aveva sperato di poter ripartire per l'Ucraina se ci fosse stato un barlume di pace, ma non è stato così. «L'ufficio scolastico regionale in questo caso avrebbe dovuto lavorare per distribuirli su tutto il territorio - dice il sidanco - Ieri abbiamo fatto un incontro con gli altri sindaci della costa e la protezione civile. Al momento abbiamo deciso di aggiornarci a martedì mattina».

Mauro Casinghini, dg della Protezione Civile Abruzzo, dice: «Prima abbiamo avuto un incontro con l'ufficio scolastico regionale e la prefettura, poi con i sette comuni della costiera teramana. All'esito di quest'ultimo incontro, Url Abruzzo, ha reso noto che per loro non esistono criticità. Quello che è emerso al momento, è un problema di comunicazione fra dirigenti scolastici, amministrazione rosetana e ufficio scolastico regionale. Ci spiace che a rimetterci siano i bambini». Infine dice che «a giorni tutti i rifugiati ospitati negli hotel verranno spostati nelle case su tutto il territorio regionale».
 

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