Riviera, dopo il concerto di Jovanotti rimangono deserto e degrado

Venerdì 7 Febbraio 2020 di Davide De Amicis

Atmosfera da Parigi-Dakar, ieri mattina, per gli automobilisti che si sono trovati ad attraversare il tratto di lungomare di Montesilvano (Pescara) tra via Marinelli e via Torrente Piomba letteralmente invaso dalla sabbia, sollevata dal forte vento di tramontana che nelle ultimi due giorni ha sferzato il litorale adriatico, fino a formare delle vere e proprie dune sulla carreggiata. Un disagio avvertito sull’intero lungomare montesilvanese, ma in modo più consistente nel tratto in questione dal quale, la scorsa estate, erano state estirpate le siepi per garantire in sicurezza lo svolgimento del Jova Beach party del 7 settembre scorso.

Così anche ieri l’Assessorato comunale alle Manutenzioni si è attivato allertando una ditta che, organizzata con ruspa e operati muniti di pala, è riuscita a rimuovere con fatica la sabbia dalla strada a causa del vento ancora forte: «Gli operai – conferma l’assessore Alessandro Pompei – erano sul posto fin dalle 6.30, ma hanno dovuto attendere che il vento diminuisse prima di poter iniziare i lavori intorno alle 9.30». Lavori di pulizia che hanno inevitabilmente rallentato la circolazione viaria dei tanti automobilisti che si recavano a Pescara o a Montesilvano per lavoro: «Quello che colpito la città – precisa Pompei - è stato un evento di portata eccezionale, una vera e propria calamità naturale».

Un dato innegabile, ma questi disagi hanno riacceso le polemiche sulla mancata realizzazione di barriere protettive, anche mobili, per limitare l’invasione di sabbia: «Dal 7 settembre – spiega l’assessore alle Manutenzioni – si sono verificati solo tre episodi del genere, relativamente ai quali abbiamo speso solo 1.096 euro per la pulizia, rispetto alle decine di migliaia di euro che spenderemmo per posizionare delle barriere temporanee per pochi mesi». Questo perché si attende l’avvio dei lavori di riqualificazione del tratto di lungomare, varati dall’assessore all’Urbanistica Anthony Aliano, che vedranno la piantumazione di siepi marine basse per proteggere la carreggiata dalla sabbia». E poi per molti cittadini, che si affidano alla massima dialettale “La sabbia la sembre fatto”, la bella visuale del lungomare sgombro dalla vegetazione val bene la sabbia in strada.

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