Rigopiano, sopravvissuto scrive un libro sulla morte della moglie e lo dedica alla figlioletta

Rigopiano, sopravvissuto scrive un libro sulla morte della moglie e lo dedica alla figlioletta
di Stefano Buda
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Domenica 11 Luglio 2021, 08:29 - Ultimo aggiornamento: 09:42

Ha perso l’amata moglie Valentina Cicioni nel disastro di Rigopiano e solo per miracolo, dopo 62 interminabili ore trascorse sotto le macerie e la neve, è scampato allo stesso tragico destino. Il superstite Giampaolo Matrone, simbolo vivente della catastrofe del resort, annuncia la pubblicazione di un libro sull’esperienza che ha cambiato per sempre il corso della sua esistenza, lasciandogli gravi segni sul corpo e nell’anima. «Stiamo realizzando e pubblicheremo un libro su Rigopiano – ha spiegato Matrone, pasticcere di Monterotondo - con il principale obiettivo di contribuire a portare a casa un po’ di giustizia, soprattutto per mia moglie, per le altre 28 vittime che non ci sono più e per far sì che questi disastri non abbiano mai più a ripetersi in Italia».

Matrone ha tenuto a sottolineare che il libro sarà dedicato alla figlia Gaia. L’annuncio è arrivato nel corso dell’inaugurazione della nuova sede romana di Studio3A-Valore Spa, società specializzata nel risarcimento danni in tutte le tipologie di sinistro, che da qualche tempo segue il caso di Matrone anche dal punto di vista giudiziario. «Il loro team mi è stato e continua a starmi vicino – ha detto il superstite – segue tutte le mie vicende e le mie pratiche, ed ora stiamo portando avanti questo nuovo progetto che mi sta particolarmente a cuore».

Nel frattempo Matrone, come tutti i familiari delle vittime di Rigopiano, è in grande apprensione per i possibili risvolti della riforma voluta dal ministro Cartabia. Il testo stabilisce infatti che dopo la sentenza di primo grado la prescrizione cessi di decorrere sia per gli assolti che per i condannati, ma a partire da quel momento fa scattare tempi tassativi, per i processi d’appello e per quelli di Cassazione, superati i quali viene dichiarata l’improcedibilità: due anni per il secondo grado e un anno per il giudizio di legittimità, con deroghe fino a tre anni nel primo caso e fino ad un anno e mezzo nel secondo. Con il processo di Rigopiano che, dopo quattro anni e mezzo, è ancora impantanato nella fase dell’udienza preliminare, le probabilità di concludere un eventuale processo di appello nell’arco di un triennio appaiono bassissime. 

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