Rifugiato ucraino morto per un farmaco: indagati la moglie e un amico

Rifugiato ucraino morto per un farmaco: indagati la moglie e un amico
di Teodora Poeta
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 08:49

 Holovin Serhii, il 46enne ex agente delle forze di polizia ucraine, ospite come rifugiato in Italia al Costa Verde di Pineto, aveva iniziato a sentirsi male e ad accusare dolori al petto già da diversi giorni prima di andare in ambulanza al pronto soccorso del San Liberatore di Atri dove poi è morto la scorsa settimana. Ieri, sul suo corpo, è stata eseguita l'autopsia disposta dalla Procura con due indagati iscritti nel registro come atto dovuto, almeno in questa fase: la moglie che ha iniettato un farmaco al marito per tentare di alleviargli i dolori e un altro ex militare ucraino, pure lui ospite della struttura, che invece ha dato alla donna quel farmaco.

Tutto è successo martedì scorso. Ma a quanto pare al 46enne circa quattro giorni prima del decesso gli era stato somministrato quel farmaco da banco utilizzato in Ucraina, e quindi senza ricetta, che lui aveva già usato altre volte. Il giorno in cui si è sentito male, però, non lo aveva e gli è stato dato da un connazionale che adesso è indagato per la sua morte. Dall'autopsia, al momento, non è ancora emerso nulla poiché serviranno ulteriori e più approfonditi accertamenti di laboratorio. Ad insospettire i sanitari è stata la presenza, fatta risalire al farmaco, di un alcaloide contenuto nell'oppio. Da qui l'avvio dell'inchiesta. Agli atti, tuttavia, è stata allegata una documentazione sanitaria fornita dalla moglie del 46enne che dimostrerebbe che l'uomo aveva da tempo problemi cardiaci. Tant'è che giorni prima, quando ha iniziato a non sentirsi bene, sarebbe andato da un medico di base della zona, che però lo ha rimandato nella struttura con una diagnosi di reflusso gastroesofageo.

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