ROMA

«Ricostruzione, bocciano il modello L'Aquila
ma poi cercano di copiarlo»

Giovedì 6 Luglio 2017 di Antonella Calcagni

L'AQUILA - È stato presentato ieri in Senato il rapporto sullo stato della ricostruzione previsto dalla legge Barca. Hanno presentato i dati il sottosegretario Paola De Micheli e il capo della Struttura tecnica di Missione, Giampiero Marchesi. Presente, fra gli altri, il sindaco Pierluigi Biondi e l'ex Massimo Cialente. La sottosegretaria De Micheli ha sottolineato che «si tratta di un momento delicato per il sistema della ricostruzione dell'Aquila e dei Comuni del Cratere; è fondamentale pertanto continuare ad avere un vero legame con chi è sul territorio». «Tutti dicevano male del modello L'Aquila- ha proseguito- e intanto tutti cercavano di copiarlo».

Sono 670 i cantieri aperti all'Aquila e 42 stanno per essere avviati. Il capo della struttura tecnica di Missione ha comunicato che «la ricostruzione privata sarà ultimata nel 2023 (con le frazioni); nel 2024, con un altro centinaio di milioni potrà essere terminata la ricostruzione del patrimonio artistico culturale, mentre nel 2025 finirà anche la ricostruzione del cratere». Gli stanziamenti sinora sono stati di circa 8 miliardi di euro di cui 5 miliardi trasferiti. Marchesi ha rassicurato sul fatto che i cantieri stanno tirando, tuttavia vi sono dei nodi da sciogliere: «Se vogliamo accelerare- ha detto- dobbiamo semplificare le norme arrivando ad un testo Unico, utile per tutto il Paese». Focalizzato anche il problema della sovrapposizione dei due crateri sismici quello aquilano e quello dell'Italia Centrale, con un groviglio di norme. Per il capo della Struttura «è necessario inoltre dare maggiore certezza sulle professionalità che sono sul territorio magari con incarichi triennali, non come ora con contratti annuali». Un cenno anche al futuro del Progetto Case «da affrontare tutti insieme programmando le risorse. Dobbiamo pervenire ad una strategia di breve e medio termine». Condivisa la necessità di accelerare sulla ricostruzione pubblica con quadro normativo più snello. Marchesi ha annunciato che a fine luglio saranno portati a finanziamento al Cipe i piani pluriennali. «Al fine di accelerare la ricostruzione pubblica - ha aggiunto stiamo assegnando risorse anche solo alle progettazioni». Anche Marchesi ha ammesso che «il nuovo codice sugli appalti sta rallentando la ricostruzione con uno sforzo enorme richiesto alle stazioni appaltanti».

CIALENTE E BIONDI
Ha preso la parola anche l'ex sindaco Cialente sottolineando l'importanza di avere un unico quadro normativo nel Paese: «Abbiamo ricostruito metà delle case degli aquilani, solo 4mila cittadini ancora nel progetto Case e Map». Stigmatizzata anche da Cialente la ricostruzione pubblica lumaca solo al 32%. Portate ad esempio «le norme allucinanti e i ricorsi al Tar come quello che blocca la ricostruzione della scuola De Amicis. Per il Duomo non siamo riusciti a sciogliere il nodo normativo». «L'Aquila vive ancora oggi una situazione emergenziale- ha esordito il sindaco Biondi- nonostante gli enormi sforzi. Da un lato sono state attribuite grosse responsabilità ai sindaci; dall'altra non sono stati assegnati loro gli strumenti. Con i Cococo non può essere fatta la ricostruzione. Non è possibile andare ogni anno con il cappello in mano dal governo per pareggiare il bilancio». Infine: «L'interruzione della filiera politica non deve essere un ostacolo. Dobbiamo creare un intergruppo degli amici dell'Aquila. Abbiamo bisogno ancora di tante cose subito. Dai fondi per i bilanci a necessarie deroghe al codice degli appalti».

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