Reddito di cittadinanza, scoperti e denunciati 43 furbetti

Reddito di cittadinanza, scoperti e denunciati 43 furbetti
di Manlio Biancone
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 25 Gennaio 2023, 08:26

Fra i furbetti del reddito di cittadinanza c'era anche uno emigrato in sud America da tempo e continuava a incassare la somma che gli veniva puntualmente versato sulla carta prepagata a lui intestata. La procedura non si era fermata, nonostante la domanda presentata per ottenere il beneficio di Stato fosse stata compilata con false informazioni. È uno dei tanti casi che si sono trovati di fronte i carabinieri della compagnia di Avezzano durante i controlli. A Luco dei Marsi dove sono state denunciate 43 persone mentre il danno per lo Stato ammonta a circa 100mila euro.

L'indagine è stata condotta dai carabinieri di Luco e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dell'Aquila. Centinaia sono stati i controlli, durante il 2022, da parte dei militari dell'Arma nei confronti di cittadini, per lo più stranieri, residenti a Luco, che hanno evidenziato le irregolarità sull'attribuzione del reddito di cittadinanza. Gli accertamenti, effettuati in collaborazione e in stretta sinergia con l'Inps, hanno riguardato tutto il Comune fucense. I responsabili, alcuni italiani, ma la maggior parte stranieri, in genere hanno fornito false dichiarazioni pur di ottenere il reddito.

Nella generalità dei casi, per quanto riguarda gli stranieri, il falso ha riguardato l'attestazione di permanenza sul territorio nazionale da almeno 10 anni di cui almeno gli ultimi 2 continuativi.

In molti casi, false sono state le certificazioni sulla composizione del nucleo familiare, che non avrebbero tenuto conto di conviventi con fonte di reddito da lavoro. Per alcuni, invece, le omissioni hanno riguardato la mancata dichiarazione di tutti i redditi prodotti ovvero l'impiego in nero pur percependo il reddito di cittadinanza oppure l'esercizio di fatto di un'attività di impresa. Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso, all'atto della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, di particolari requisiti di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali. Gli accertamenti hanno preso in esame i dati autocertificati necessari a richiedere il beneficio patrimoniale all'Inps scoprendo che i 43 percettori (di cui buona parte originari dell'Africa) sono risultati privi del requisito della residenza sul territorio italiano da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, come obbligatoriamente previsto dalla legge.

Nel complesso, le somme incassate illecitamente sono state proposte per il recupero ma ancor di più, si stima, è l'entità del risparmio per l'erario, atteso che il reddito medio mensile è di circa 500 euro e viene percepito mediamente per 36 mesi. Le persone cosi individuate sono state denunciate per violazione dell'art. 7 del D.L. 4/19, che prevede la reclusione da due a sei anni. L'Inps per la sospensione dei pagamenti e quindi procedere al recupero delle somme illecitamente percepite.

© RIPRODUZIONE RISERVATA