Bloccati prima della rapina nel piccolo ufficio postale di Turrivalignani: tre arresti

Bloccati prima della rapina nel piccolo ufficio postale di Turrivalignani: tre arresti
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Lunedì 28 Novembre 2022, 17:41 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 09:15

Bloccati prima della rapina all'ufficio postale. I carabinieri della Compagnia di Penne, in provincia di Pescara, hanno arrestato in flagranza di reato tre malviventi, noti alle forze dell'ordine, per tentata rapina aggravata in concorso. La rapina progettata era alle poste di Turrivalignani,  paese di 783 abitanti del Pescarese, di sabato approfittando della chiusura del Municipio che nello stesso stabile ospita, appunto, le poste. La rapina era stata programmata tenendo anche conto delle condizioni meteo: durante una giornata di pioggia, i controlli dei carabinieri sarebbero stati blandi e meno presenti. Invece i carabinieri  hanno studiato ogni mossa dei malviventi e, sotto la direzione del pm di Pescara, Andrea Papalia, hanno monitorato i loro spostamenti, le loro abitudini: i tre sono stati arrestati prima che potessero mettere in atto il colpo.

Secondo le loro intenzioni, i due banditi avrebbero costretto l’impiegata ad aprire l’ufficio sotto la minaccia di una pistola, rinvenuta all’interno dell'auto e risultata scenica, sebbene priva del tappo rosso e perfettamente uguale a quella utilizzata dalle forze di Polizia. Probabilmente avrebbero poi legato gli impiegati con fascette in plastica da elettricista, già assemblate e pronte per essere utilizzate: anche quelle, insieme a due radio ricetrasmettenti con auricolare, ai guanti che sarebbero stati indossati e ad altri oggetti atti a travisare le loro sembianze, sono state rinvenute sul veicolo e sequestrate. Il colpo era stato pianificato da tempo: solo per altri motivi, di carattere personale, non si era realizzato, ma per  la banda aveva assoluta priorità, sia per la precaria situazione economica dei malviventi che per la presunta facilità rispetto ad altri eventi criminali pensati e progettati verso vari obiettivi della provincia di Pescara e di Teramo.

Le perquisizioni scattate a seguito dell’arresto, facevano emergere un quadro indiziario ancora più delicato: nelle pertinenze di uno degli arrestati è stato rinvenuto un fucile calibro 12 a canne mozze illegalmente detenuto, perfettamente funzionante e con munizioni dello stesso calibro, 10 grammi di hashish e due stampe in plastica, palesemente contraffatte, raffiguranti le riproduzioni, anteriore e posteriore, di una targa fittizia, utilizzata per depistare i controlli.

Gli elementi fin qui raccolti, oltre ad assicurare alla giustizia i tre,  daranno seguito a ulteriori accertamenti finalizzati a scoprire se l’arma sequestrata sia stata coinvolta in altri fatti e se i tre rapinatori in passato abbiano portato a termine altri colpi. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la presunta colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

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