I genitori non la trovano in casa, 17enne avvelenata dal monossido di carbonio nella seconda abitazione della famiglia

I genitori non la trovano in casa, 17enne avvelenata dal monossido di carbonio nella seconda abitazione della famiglia
di Giuseppe Ritucci
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Lunedì 4 Aprile 2022, 08:29

È stata trasferita all'Umberto I di Roma per il trattamento in camera iperbarica la 17enne di Torino di Sangro che ha avuto ieri una intossicazione da monossido di carbonio. La ragazza aveva trascorso la notte da sola in una casa, non abitata, di proprietà della sua famiglia e ha cercato di riscaldarsi accendo il fuoco con ciò che ha trovato. A metà mattinata i genitori si erano preoccupati perché non la vedevano rientrare e non riuscivano a contattarla per telefono.

L'assenza da casa nelle prime ore del mattino non era stata accolta come una novità, poiché la giovane, abitualmente, esce molto presto per andare a camminare. Ma, trascorse alcune ore, i genitori hanno deciso di chiedere aiuto ai carabinieri. I militari della Compagnia di Ortona hanno iniziato così a perlustrare le zone nelle vicinanze dell'abitazione e nella lecceta di Torino di Sangro, solitamente frequentate dalla ragazza per la pratica sportiva. Nel corso della mattinata è stato esteso il raggio delle ricerche con la partecipazione di vigili del fuoco e 118. Per fortuna la ragazza è stata trovata, era in una casa di proprietà della famiglia inizialmente esclusa dall'attività di ricerca.


«La ragazza era molto infreddolita dopo aver trascorso lì tutta la notte» ha spiegato il capitano Giuseppe Lambriola, comandante del Norm della Compagnia di Ortona -. Aveva però i sintomi dell'intossicazione anche se era cosciente e ha risposto a ha risposto a tutte le domande dei soccorritori. I sanitari hanno disposto per lei il trasferimento all'ospedale di Chieti in eliambulanza, dove la ragazza si è ripresa dal grande freddo patito nella notte ed è stata sottoposta ad accertamenti. Secondo la ricostruzione dei carabinieri non ci sono state particolari situazione a far decidere alla giovane di trascorrere la notte nell'abitazione dove non vi erano né riscaldamento, né coperte. Dopo le prime cure e le visite all'ospedale di Chieti, i sanitari hanno tuttavia disposto il suo trasferimento al centro di Medicina iperbarica del Policlinico Umberto I di Roma, dove la ragazza sarà sottoposta alle cure previste in caso di intossicazione da monossido di carbonio.

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