Il prete amico di Cutolo: «Mi diceva: “La vera mafia è nei palazzi dei politici”. Adesso è in Paradiso»

Il prete amico di Cutolo: «Mi ha raccontato storie innominabili, sono sicuro che adesso è il Paradiso»
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Domenica 21 Febbraio 2021, 12:43 - Ultimo aggiornamento: 15:03

«Raffaele Cutolo? Sono sicuro che andrà in Paradiso». Lo scrive, in un lungo post su Facebook, il sacerdote aquilano Renzo D'Ascenzo, che spiega: «Sono stato assistente spirituale di Cutolo per 7 anni, presso il carcere di l'Aquila "Le Costarelle". Lì ho stretto un'intensa amicizia con il detenuto. Viveva nella cella più umida e buia del carcere. Mi diceva Raffaele “la vera mafia è nel palazzo dei politici”. Mi ha raccontato di tutto. Storie innominabili, vergognose. Aveva corrotto direttori delle carceri, tante agenti li aveva scelti tutti. Prigioniero, in realtà era libero di svolgere la sua attività criminale. Processioni di politici imploravano San Raffaele di provvedere ai voti. Cantanti , attori, ecc. Tutti da lui per essere raccomandati. Circa 800 camorristi costituivano la sua squadra personale. Una vera autorità».

«Sistematicamente il colloquio con me avveniva in una stanza luminosa, dalla quale poteva ammirare il Gran Sasso. La sua stanza era buia. Gli veniva sottratto la luce. La finestra era ostruita. Protestando vivacemente, sono riuscito a fare in modo che dalla finestra filtrasse la luce».

«Perché Raffaele non scrivi un libro di memorie, perché la verità trionfi?» gli avrebbe chiesto il sacerdote

« Non voglio che altri soffrano come me - la risposta. - Da 15 anni vivo aggrappato a Dio. Non mi interessa più del mondo esterno».

«Quando passavo per dare la comunione - prosegue il religioso - la assumeva stando in ginocchio, con una devozione da lacrime». Cutolo avrebbe aggiunto: « Non voglio don Renzo che mi faccia visita spesso; potrebbero arrestarti, come è successo ad altri sacerdoti. Io lo rassicuravo. Aveva un crocifisso regalategli da Padre Pio, quando era giovane. Gli diceva il Santo: «Tu farai tanto male». Era un uomo divorato dai reumatismi. Soffriva molto. Non protestava mai. In TV hanno parlato della sua pericolosità.
Non ci credo. La sua conversione era autentica. Non negava di aver fatto tanto ma tanto male».

«Cutolo mi ha raccontato la storia commovente di un gatto che viveva nella sua cella, dove Raffaele aveva un coltello. Quando ispezionavano la sua cella, legava il coltello sotto la pancia del gatto. L'animale usciva dalla finestra e rientrava subito dopo l'ispezione. Raffaele viene trasferito. Lo riconducono poi nella sua cella. Il gatto entra dalla finestra e con slancio raggiunge il suo volto e subito piomba a terra morto. Raffaele piangeva. Raffaele in paradiso? Quando una persona si pente profondamente dei suoi peccati, Dio perdona ed è contento di averla con sé in Paradiso».

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