Il premio Scanno alla scrittrice irlandese Edna O'Brien

Domenica 17 Settembre 2017 di Saverio Occhiuto
«Ho sempre fatto affidamento sulla gentilezza degli estranei». Edna O’Brien (foto), scrittrice irlandese tornata al romanzo dopo dieci anni di attesa, si affida a una citazione lieve per ringraziare l’Abruzzo. Sale con passo leggero sul palco dell’auditorium Calogero e quasi imbarazzata si schermisce: «E’ il primo premio che ricevo per il mio libro, ed è per questo che sarà il più prezioso da conservare». La 44.ma edizione del Premio Scanno per la letteratura è andata e lei. Il suo “Tante piccole sedie rosse”, edito da Einaudi, ha stupito. Un romanzo ambientato in una Irlanda immaginaria: la storia di un misterioso straniero che in una notte d’inverno raggiunge a piedi un villaggio della costa, raccontando di essere un poeta e un guaritore , di essere in possesso di erbe e pozioni per lenire i dolori e curare i problemi sessuali. Il resto è tutto da scoprire...

Un libro che sorprende, come avrebbe sorpreso alla consegna dei premi Scanno la presenza di Francesco Totti, a cui è andato il riconoscimento riservato quest’anno ai “Valori dello sport”. L’ex bandiera della Roma e della Nazionale è stato però trattenuto dai nuovi impegni di dirigente della società giallorossa e ha ringraziato da lontano. Poi gli altri premi: allo studioso Pietro Perlingeri per il Diritto; a Sabino Cassese per l’Economia; alla Ferrero spa, colosso dell’industria dolciaria per l’Alimentazione; Marcello Fedele per la Sociologia; Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia, per l’Ecologia; Giovanna Sotgiu, autrice dell’opera “L’isola delle donne”, per l’Antropologia; Enrico Pieranunzi per la Musica; l’oncologo Alberto Mantovani, un’altra autorità internazionale, per la Medicina; Serena Scarpello per l’Opera prima. Ancora una volta un evento, quello organizzato da quasi mezzo secolo dalla Fondazione Tanturri, che ha attirato nel paesino incastonato nel cuore d’Abruzzo l’attenzione del panorama culturale, scientifico e artistico internazionale. «Una scommessa che di anno in anno vediamo vincente», commentava ieri il Segretario generale della Fondazione Tanturri, Paolo De Nardis, in grado di rinnovarsi e di mettersi al passo con le mutazioni sociali del secondo millennio grazie anche all’apporto costante dell’Università di Teramo. Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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