Francesca porta pizze in regalo alle persone in quarantena per farle sentire meno sole

Pizza a domicilio alle persone in quarantena: su con la vita
di Rosalba Emiliozzi
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L'idea di sbriciolare il senso di solitudine che la gente ha accumulato in queste settimane di isolamento è di una donna speciale che ha deciso di fare piccoli regali - anche a sconosciuti - per riaccendere il senso di comunità, ridare fiducia e - perchè no - anche un po' di speranza.  Così quella pizza lasciata sul muretto o consegnata dal davanzale è stata come un raggio di sole piombato nella vita buia della quarantena, in appartamenti con le finestre abbassate e il ronzio di commenti sprezzanti che potevano anche ferire: «E se questi ci portano il coronavirus?».

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«La paura ha fatto scatenare anche diffidenza e punte di  cattiveria che si è manifestata con commenti negativi sui social e via whastapp verso persone che hanno contratto il virus e che si sono dovute curare e anche difendere da aggressioni verbali e accuse infondate» spiega Francesca Martinelli, originaria di Matera e residente da 17 anni a Roseto degli Abruzzi,  fondatrice del gruppo "Il vicinato di una volta".  Il suo pensiero spesso è andato a queste persone rimaste sole a combattere il coronavirus e l'ostilità del vicino di casa che teme di incontrare un potenziale untore.

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Poi c'è l'altra Roseto, quella solidale e amica, che ha risposto al rifiuto donando pizze. Un gesto per rimediare al comportamento di altri. Una pizza a sorpresa non facile, tra l'altro, da recapitare. La prima è andata al musicista che si è ammalato durante una tournée.  «Abbiamo suonato al campanello e dopo un momento di titubanza ci ha risposto, non voleva crederci, si è messo guanti e mascherina, poi si è affacciato dalla finestra e dal davanzale gli abbiamo consegnato la pizza» racconta Francesca. Nell'involucro lei e Davide Ferrani, socio con Gabriele Fracassi dell'Antica Ricetta, avevano scritto un messaggio di incoraggiamento per il musicista che si è contagiato tra Germania, dove era in tour, e Milano: «Ti siamo vicini, passerà tutto». Si sono metti tutti a piangere. Oggi il musicista è guarito e sta bene.

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Seconda consegna alla casa al mare della famiglia di Brugherio - il papà paziente numero 1 d'Abruzzo, la mamma e due bambini piccoli -  appena usciti dall'ospedale. Anche loro sono stati bersagliati da commenti pesanti perché, appena iniziata l'emergenza, hanno lasciato il Nord per passare un periodo di riposo a Roseto.

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Francesca è andata da sola questa volta. Pizze e fritti in mano, ha suonato il campanello, dall'altra parte della porta c'era freddezza, contrarietà, forse anche paura. «Non abbiamo ordinato nulla», ha detto la moglie. «Sono un regalo» ha replicato Francesca. La donna è scesa di sotto e sul muretto ha trovato il dono incartato con un messaggio di affetto: «Siamo contenti che siate usciti dall'ospedale e state guarendo, vi vogliamo bene». E' stato un grande momento di commozione, a distanza gli sguardi lucidi si sono incrociati. 

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Ogni sera la pizza a sorpresa arriva in una famiglia di Roseto che il Covid-19 ha reso più fragile togliendo il lavoro, ad esempio.  Famiglie bisognose, numerose o solo precipitate in un periodo di difficoltà economica a causa della chiusura della loro piccola attività. «Ha aderito all'iniziativa anche la pizzeria HerculesSono gesti silenziosi che portano tanto affetto e un barlume di felicità», dice Francesca. Sono un segnale di un mondo migliore possibile e a portata di mano.

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Perché la pizza? «Porta allegria, è solare, evoca momenti belli» replica Francesca. E hanno scelto di regalare pizza anche due nonni olandesi che da anni vengono al mare a Roseto e sono rimasti scossi dalla pandemia che ha colpito il loro luogo di vacanza, che poi è anche la città del cuore dove una delle figlie si è sposata e dove amano festeggiare i momenti più belli. Hanno telefonato e, in un italiano fatto di poche frasi, hanno detto di voler donare cento pizze e pacchi alimentari a chi si trova in difficoltà a causa del Covid-19.  Sarà la pizzeria storica di Rudy Senatore La Piccola Rosburgo a consegnare le cento pizze questa settimana a famiglie seguite dal Banco di solidarietà, poi arriveranno anche i pacchi alimentari. 


Infine c'è la storia di una donna di 86 anni che vive in un alloggio di fortuna. Sta bene, il coronavirus per fortuna non l'ha neanche sfiorata, ma vive sola e con pochi soldi. Così un bambino di 4 anni, Lorenzo, saputa la sua vicenda,  ha voluto regalarle il suo uovo di Pasqua con tutti i suoi risparmi, 50 euro. In un biglietto le ha scritto che le voleva bene. La nonnina si è commossa: «Ma cosa regalo io a Lorenzo?» ha detto. Poi ha preso un biglietto e ha scritto al piccolo: «Appena le cose si rimettono ti preparo un dolce e ti voglio conoscere».

Lunedì 27 Aprile 2020, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 18:54
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