Carne, i Nas scoprono laboratorio completamente abusivo

Carne, i Nas scoprono laboratorio completamente abusivo
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 08:16

I Carabinieri del Nas di Pescara hanno eseguito numerosi controlli all’interno di insediamenti zootecnici, stabilimenti di macellazione e sezionamento carni della Regione Abruzzo. Le ispezioni hanno riguardato: il benessere degli animali, le condizioni igienico – sanitarie e strutturali delle stalle; la corretta identificazione dei capi; la rintracciabilità dei mangimi e delle carni; i requisiti igienico – sanitari dei locali e dei veicoli destinati alla raccolta e trasporto del latte; le procedure di autocontrollo aziendale.

In provincia di Pescara i Carabinieri, successivamente al ritrovamento di carcasse di ovini, avvenuto nell’agro del Comune di Penne, hanno avviato una serie di accertamenti e riscontri documentali, eseguiti anche attraverso l’incrocio di dati informatici, commerciali e fonti della rete, con la tracciabilità di partite di carni ovine macellate in Francia, attraverso i quali hanno individuato un laboratorio di sezionamento carni risultato essere completamente abusivo.

I locali e le attrezzature, che versavano in precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali, venivano impiegati per la lavorazione di prodotti carnei, verosimilmente destinati alla produzione di arrosticini, prodotto tipico abruzzese. I militari, di concerto con la Asl, hanno proceduto al vincolo sanitario di oltre 150 kg di carni fresche lavorate, costituenti materia prima per la produzione degli arrosticini.

In provincia de l’Aquila i Nas, in collaborazione con il personale del Servizio Veterinario, hanno disposto il divieto di movimentazione di n. 3.177 capi ovini e n. 22 copi bovini a seguito di disarmonie tra le verifiche fatte in situ e i riscontri in banca dati. I militari hanno documentato inadeguatezze igienico sanitarie e strutturali, anche in tema di benessere animale, che sono state oggetto di immediati provvedimenti prescrittivi da parte dell’Autorità Competente. 

In tutto sono state comminate sanzioni amministrative per circa 10.000 euro.

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