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La figlioccia 15enne lo fa condannare per abusi sessuali. Si era rivolta a Telefono azzurro

La figlioccia 15enne lo fa condannare per abusi sessuali. Si era rivolta a Telefono azzurro
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Lunedì 21 Febbraio 2022, 08:23

Tre anni fa per quelle vicende era finito in carcere: un uomo di 51 anni, di origini rumene ma residente nel Chietino, è stato condannato a tre anni e tre mesi di reclusione (il pubblico ministero ne aveva chiesti quattro) e al pagamento delle spese dal Tribunale di Chieti, presidente del collegio Maurizio Sacco, giudici a latere Enrico Colagreco e Giulia Colangeli. L'uomo, attualmente sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa, è stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per cinque anni.

Il romeno era accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della figlia (all'epoca dei fatti quindicenne) della sua compagna, alla quale si rivolgeva con parole offensive e tirandole i capelli. Ma era accusato anche di averla costretta subire atti sessuali, palpeggiandola, sebbene la ragazza gli avesse più volte urlato di smetterla.


Bersaglio dei maltrattamenti era anche l'anziano che la sua compagna assisteva da alcuni anni: a lui si rivolgeva insultandolo e costringendolo a lavori che non erano adatto alla sua età. Inoltre in una circostanza lo aveva colpito al volto rompendogli le ossa nasali: ciò ha fatto scattare anche l'imputazione di lesioni personali. L'indagine che portò all'arresto del rumeno in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, condotta dalla seconda Sezione della Squadra Mobile, era partita da una segnalazione fatta al Telefono Azzurro dalla ragazza, la quale che attraverso la chat dell'associazione aveva denunciato di essere vittima abituale di condotte vessatorie da parte del compagno della madre.


La ragazza in particolare aveva evidenziato una forte conflittualità vissuta quotidianamente fra le mura domestiche e l'aggressività dell'uomo che in diverse occasioni si era manifestata nei suoi confronti, di sua madre e dell'anziano. La ragazza aveva segnalato anche il continuo clima di terrore vissuto in famiglia, dove l'uomo aveva continui scatti di ira e rimproverava e ingiuriava tutti i componenti della famiglia. Famiglia divenuta ormai vittima di una sistematica vessazione fisica e psicologica.

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