Gli equipaggi delle ambulanze raccontano: «Sempre più giovani, sempre più gravi»

Gli equipaggi delle ambulanze raccontano: «Sempre più giovani, sempre più gravi»
di Alessandra Di Filippo
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Giovedì 18 Febbraio 2021, 10:22

«Sino a qualche settimana fa, in un turno di 12 ore ci capitava di fare uno o al massimo due trasporti di pazienti Covid-19. Da dieci giorni a questa parte, facciamo in pratica solo quelli. La situazione purtroppo è notevolmente peggiorata. In pronto soccorso ormai ci sono soltanto persone con il virus, nei cui sguardi si percepisce la paura e lo smarrimento di non poter avere accanto i familiari». Così Alessia Sponsilli, una delle volontarie della Croce rossa di Pescara, in prima linea in questa nuova ondata che sta travolgendo l’area metropolitana, fra le zone più colpite d’Italia. La variante inglese non risparmia nessuno.

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«L’età media dei contagiati – conferma Alessia – si è molto abbassata. Ci sono tanti ragazzi asintomatici ma, come si sente dire in questi giorni, anche tante persone giovani che invece hanno bisogno di cure e quindi dell’ospedale. Le chiamate al 118 sono cresciute in maniera notevole. È un continuo di telefonate da parte di gente, le cui condizioni peggiorano. Alcuni lamentano febbri persistenti, altri difficoltà respiratorie. Quando poi bussiamo alle loro porte per portarli in ospedale, si vede dai loro occhi l’angoscia di doversi separare dai loro cari e di non sapere quando potranno di nuovo rivederli. Loro non dicono niente, a parlare sono i loro volti. Dover stare soli li distrugge. Bisogna comunque dire che in ospedale vengono rassicurati e ormai si fa in modo che riescano, con una certa frequenza, ad avere contatti con i familiari. Rispetto comunque alla prima ondata, gli stessi pazienti sono più consapevoli di tutto».

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Ieri, per medici e infermieri e per l’intera sanitaria del Santo Spirito, è stata un’altra giornata nera, di emergenza. Una corsa contro il tempo a trovare nuovi posti letto dal momento che il Covid hospital è pieno zeppo. Dopo il vecchio reparto di Malattie infettive al sesto piano del monoblocco, nel pomeriggio sono stati sgomberati e destinati alle persone colpite dal virus e bisognose di ricovero anche il reparto di Medicina est e parte della Geriatria con relativi pazienti, così come era già accaduto nella scorsa primavera, trasferiti nelle cliniche private e nelle strutture del territorio cosiddette pulite. «Per tutti – spiega Gianluca Desiderio, presidente della Croce rossa di Pescara – sono giorni frenetici e difficili. Oltre all’emergenza sanitaria e ai trasporti in ospedale, ci troviamo ad assistere anche numerosi pazienti Covid, fra cui interi nuclei familiari con bambini, che fortunatamente possono essere curati in casa, ma hanno bisogno di qualcuno che provveda a fare loro la spesa o ad acquistare farmaci perché non hanno nessuno. E poi purtroppo ci sono anche tante famiglie in seria difficoltà, a cui recapitiamo pacchi alimentari e altri beni di prima necessità. Negli ultimi mesi, le richieste di aiuto da parte delle famiglie sono aumentate, direi raddoppiate. Dalle 90 persone che prima assistevamo con una certa continuità, siamo passati in poco tempo a 160-170. Tutta gente che di colpo, a causa della crisi determinata dal Covid, si è trovata in una situazione di indigenza, a non sapere più come andare avanti e si è rivolta a noi».
 

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