CORONAVIRUS

Pescara, oggi entra in funzione il Covid Hospital: ospiterà 33 malati

Thursday 28 May 2020 di Stefano Buda
Fumata nera, ieri, per l’entrata in funzione del nuovo ospedale Covid di Pescara. Il trasferimento dei primi 33 pazienti, nella struttura in via di completamento all’interno della palazzina ex Ivap, non è avvenuto ieri mattina come precedentemente annunciato dai vertici sanitari. Ufficialmente lo slittamento è dovuto ad alcuni ritardi riguardanti le operazioni di pulizia e sanificazione degli ambienti. Il professor Giustino Parruti, responsabile dell’Unità operativa complessa di malattie infettive, ha fatto sapere che la giornata buona sarà quella di oggi.

Quasi certamente, dunque, i 32 pazienti destinati al reparto di degenza del quarto piano e il solo paziente che sarà ricoverato, al settimo livello, nella sala di terapia intensiva, in mattinata troveranno posto nella nuova struttura. Permane però qualche dubbio, legato in particolare ad alcune informazioni trapelate nelle ultime ore. Si è saputo ad esempio che ieri la direzione sanitaria ha comunicato al dipartimento chirurgico del Santo Spirito che il ritorno alla piena operatività è previsto soltanto a partire da lunedì prossimo, proprio in funzione del progressivo trasferimento dei pazienti Covid nel nuovo ospedale. Potrebbe dunque trattarsi della normale tempistica, che contempla alcuni giorni di margine per la riattivazione del reparto, ma potrebbe anche essere il segnale che si procede con qualche ritardo, innescato da un difetto di valutazione iniziale o magari da qualche intoppo.

Peraltro, a poche ore dall’inizio dell’operatività del Covid Hospital, non è ancora chiaro a quali operatori sanitari sarà affidata la gestione del reparto di degenza, che assorbirà la quasi totalità dei 181 posti letto della nuova struttura, al netto dei 14 posti di terapia intensiva. Non è un mistero che su questo fronte, nei giorni scorsi, si sono manifestate alcune divergenze circa la strada da seguire. In particolare è stata affossata l’ipotesi, caldeggiata proprio dal professor Parruti, di dare vita ad una maxi convenzione con i professionisti della medicina territoriale. Tra i vertici Asl, al riguardo, vige il massimo riserbo, ma non è da escludere che si stia prendendo tempo proprio in attesa di individuare la soluzione più adeguata e condivisa. D’altronde i pazienti destinati al reparto di degenza sono tanti e aumenteranno con il passare dei giorni, mentre il personale interno è numericamente limitato e alle prese con carenze di organico. Sembra invece già tracciato il percorso per la gestione della terapia intensiva, meno problematica alla luce delle dimensioni ridotte: per il momento l’assistenza sarà garantita da risorse del reparto di Anestesia e Rianimazione e in seguito, nell’ottica di un incremento dell’attività, sarà indetto un concorso riservato al personale interno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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