Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Mondo rurale, canti e voci: domani Penna Sant'Andrea diventa microcosmo d'Europa

Mondo rurale, canti e voci: domani Penna Sant'Andrea diventa microcosmo d'Europa
6 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Luglio 2020, 08:50 - Ultimo aggiornamento: 10:08
I sindaci di territori montani e collinari insieme raccontano e spiegano il mondo rurale, le tradizioni, le loro voci, i dialetti, i canti. Tutto in pubblicazioni scientifiche -  ma per alcuni versi quasi fantastiche - per non perdere le conscenze dei territori marginali nel mare magnum dell'Europa. E così prende vita in Abruzzo il primo evento europeo di celebrazione del Premio del Patrimonio Europeo.  Ed è anche un'occasione per presentare risultati e prospettive di un  lavoro di ricerca che va avanti da 8 anni nell’ambito del progetto Rete Tramontana e che, il 7 maggio, ha ottenuto il prestigioso Premio European Heritage Awards 2020. L'incontro è in programma domani, venerdì 31 luglio, a Penna Sant’Andrea, in provinai di Teramo, in piazza Vittorio Veneto dalle 20,45. Si tratta della prima cerimonia locale in Europa legata al Premio per l’anno 2020 con la finalità anche di celebrare l’importante riconoscimento ottenuto da Rete Tramontana III.


Il progetto “Rete Tramontana”, costituito da otto associazioni di cinque Paesi (Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Spagna), ha visto aggiudicarsi due mesi fa questo importante Premio per le azioni in favore del patrimonio europeo, arrivando a essere, tra i 21 progetti premiati da Europa Nostra, l’unico italiano premiato nella categoria “ricerca” sul tema della conservazione del patrimonio culturale immateriale insieme al progetto del Museo Egizio di Torino, premiato per la digitalizzazione e messa a disposizione online in una piattaforma della propria collezione papirologica (patrimonio materiale). La cerimonia di venerdì, organizzata dalle associazioni teramane Bambun per la Ricerca demo-etno-antropologica e Visuale e LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), sarà ospitata dal Comune di Penna Sant’Andrea, capofila del progetto Gran Sasso Laga Intangible Cultural Heritage (ICH – www.gransassolagaich.it) sviluppato all’interno del più ampio progetto europeo “Rete Tramontana III”.

Il sindaco di Penna Sant’Andrea, Severino Serrani, aprirà la cerimonia, durante la quale sarà trasmesso anche un videomessaggio dedicato all’evento e al progetto Rete Tramontana del professor Paolo Vitti, componente del consiglio direttivo di Europa Nostra. Saranno presenti anche il rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Dino Mastrocola, e il presidente della Fondazione Tercas, Marino Iommarini, sostenitori del progetto. Interverranno, inoltre, Luis Gomes da Costa, presidente dell’Associazione portoghese Binaural Nodar, capofila della Rete internazionale Tramontana, Gianfranco Spitilli e Giovanni Agresti, responsabili scientifici del progetto per le associazioni abruzzesi Bambun e LEM-Italia, e Mauro Vanni, presidente dell’Associazione Itaca per lo Sviluppo dei Territori, partner amministrativo di progetto.


All’evento sono invitati i  sindaci dei Comuni dell’area teramana e aquilana (Arsita, Basciano, Campotosto, Castel Castagna, Castelli, Colledara, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d’Italia, Montorio al Vomano, Pietracamela, Tossicia) e delle province di Pescara e Chieti (Loreto Aprutino, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Pretoro) coinvolti nel progetto nell'ultimo triennio. La serata sarà un’occasione per presentare alcuni risultati di ricerca relativi alle attività di progetto anche alla presenza di alcuni testimoni intervistati dai ricercatori Tramontana. 

«Il progetto Rete Tramontana III si basa sul lavoro completato durante i progetti Rete Tramontana I (2012-2013) e Rete Tramontana II (2014-2015), e ne espande le prospettive. In queste precedenti fasi, la Rete Tramontana ha condotto oltre 1.200 indagini sul campo nell’ambito, tra gli altri, della linguistica, dell’antropologia, dei paesaggi sonori e dell’etnomusicologia. Sono state raccolte documentazioni fotografiche e audiovisive e acquisiti repertori testuali. Un database con una parte di questo materiale è ora disponibile su un portale di notevole importanza per lo studio e la promozione della cultura delle regioni coinvolte. Oltre alle attività di ricerca, sono stati organizzati seminari, attività didattiche, mostre multimediali e proiezioni video in collaborazione con numerose istituzioni, università, scuole, fondazioni, biblioteche e musei», spiega una nota.


Le due associazioni italiane della Rete Tramontana III, Bambun e LEM-Italia, hanno operato in Italia Centrale e in particolare in Abruzzo, a stretto contatto con le comunità rurali di montagna del Gran Sasso e della Majella. Dalla loro collaborazione all’interno della Rete Tramontana è nato anche un progetto congiunto dedicato alla costruzione di un inventario dei beni culturali immateriali della zona del Gran Sasso e Monti della Laga: Gran Sasso Laga Intangible Cultural Heritage – ICH. Le due équipe italiane di ricerca di Rete Tramontana III sono formate da Gianfranco Spitilli (coordinatore, Università di Teramo/Centro Studi Don Nicola Jobbi), Stefano Saverioni (responsabile audiovisivo), Marta Iannetti, Emanuele Di Paolo e Giancarlo Pichillo per l’Associazione Culturale Bambun, e Giovanni Agresti (coordinatore Université Bordeaux Montaigne), Silvia Pallini, Gabriella Francq, Renata De Rugeriis Juarez, Giulia Ferrante per l’Associazione LEM-Italia. Le due associazioni sono state affiancate dal supporto amministrativo e progettuale di due partner importanti: Itaca per lo Sviluppo dei Territori, coordinata da Mauro Vanni e Pan Speech s.r.l., società specializzata nei processi partecipativi legati al patrimonio.


Durante l’incontro verrà presentato anche il volume “Memoria Tramontana. Cambiamenti nell’Europa rurale visti dai suoi abitanti” in lingua francese e inglese curato da Gianfranco Spitilli, Giovanni Agresti e Luís Costa, in cui sono state inserite otto interviste, una per ogni organizzazione partner delle ricerche, frutto degli incontri e delle testimonianze raccolte sul territorio sul tema del cambiamento nell'Europa rurale, un cui ci sono anche link accessibili tramite QR code alle interviste video.

«Scopo di questo incontro - commenta il coordinatore Gianfranco Spitilli - è anche ringraziare, come possibile in tempi di Covid-19, le tante istituzioni e persone che ci hanno sostenuto, mostrando alcuni dei risultati ottenuti in termini di ricerche, produzioni, incontri e di rendere auspicabile e percorribile una continuazione del progetto. Portare l'attenzione sulle aree interne e i territori montani e rurali ci sembra un compito importante, che passa attraverso la conoscenza diretta, la fatica del tentativo di un incontro reale e continuativo. Alimentare e sostenere la trasmissione culturale in aree marginali è, infatti, uno dei nostri scopi principali, quello per cui lavoriamo sin dall'inizio, mettendo al centro del discorso pubblico e dell'attenzione locale, pratiche che molti considerano o solo in chiave marketing o con malcelato disprezzo e che anche localmente si traducono in sentimenti ambivalenti, fra l'orgoglio e la vergogna, la fierezza e il disagio. Ci sono tanti piccoli segnali di cambiamento e noi cerchiamo di alimentarli. Far raccontare alle persone la propria vita, il proprio mondo, il pensiero che hanno sulle cose è ad esempio uno di questi strumenti. Abbiamo raccolto centinaia di testimonianze in quest'ottica, con attenzione anche ai dialetti locali, alla conoscenza dei luoghi, riprendendo anche il filo di attività sommerse, come il canto contadino legato al lavoro agricolo, pratiche rituali itineranti o attività che ora lentamente sembrano trovare nuova linfa. Tramontana cerca di raccontare tutto questo anche in modo sperimentale, con installazioni, creazioni sonore, produzioni che intrecciano le arti contemporanee con l'antropologia, la sociolinguistica, l'etnomusicologia. Questa dimensione creativa è una delle chiavi di volta del progetto. Una efficace sintesi di quello che ci muove la offre una frase che ripeteva sempre Fulvia Celommi: «Pensare a una società del futuro come se avesse dei caratteri eterni”».













 
© RIPRODUZIONE RISERVATA