Pediatri con troppi pazienti, scatta l'inchiesta: dieci indagati

Martedì 23 Luglio 2019 di Teodora Poeta
E’ finita sulla scrivania del Pm di Teramo l’inchiesta partita dalle pagine del Messaggero della pediatra di base Rosalia Anna Forestieri che a maggio dello scorso anno aveva raccontato la sua storia denunciando il sistema delle cosiddette deroghe ai massimali previsti dall’accordo collettivo nazionale e dall’accordo integrativo regionale che stabilisce, in linea teorica, il numero massimo di bambini che ciascun pediatra di basa può prendere in carico. Un sistema “imploso”, secondo quanto denunciato alla Procura dalla specialista, con pediatri del suo distretto che avrebbero superato, e anche di molto, quel limite massimo concesso, impedendo a lei di poter avere i bambini che le spettano per legge.

A svolgere le indagini, su delega della Procura, sono stati gli uomini del Nas di Pescara che recentemente hanno rimesso negli uffici competenti un voluminoso fascicolo dal quale emergerebbe proprio che nel distretto sanitario di base della Val Vibrata, dove lavora la Forestieri, ci sono pediatri che hanno in carico alcuni 900 altri anche oltre mille bambini, ben al sopra del limite previsto dall’Accordo collettivo nazionale (pari a 800 pazienti più un 10%). Le indagini della Procura sono ancora in corso, ma al momento sono nove medici del distretto indagati per truffa ed un dirigente della Asl indagato, invece, per abuso d’ufficio. Si tratta di ipotesi di reato tutte ancora da approfondire che potrebbero essere archiviate o si potrebbe procedere. Gli specialisti sono già stati sentiti, ma non è escluso che gli investigatori possano cambiare le loro posizioni.

Tutto nasce dalla denuncia della Forestieri che nel 2014 vince il bando per una “carenza” di un pediatra nel distretto sanitario di base della Val Vibrata. A distanza di tre anni, però, i suoi assistiti sono pochissimi. Per legge i pediatri di base possono avere un massimale di 800 bambini più un ulteriore 10% per un totale di 880. Poi succede, però, che esistono le deroghe ai massimali che permettono ad ogni pediatra di arrivare fino a 1180 bambini mutuati, non di più. E qui nasce lo scontro. Secondo il giudice del lavoro al quale la Forestieri ha fatto ricorso "con l’inserimento di un nuovo pediatra in un ambito carente non verranno più attribuite scelte al pediatra con deroga al massimale". Ciò significa che dal 2015 i pediatri della Val Vibrata che avevano superato i massimali, fatta eccezioni per alcune situazioni come ha specificato il giudice, non potevano più avere nuovi bambini che sarebbero dovuti essere assegnati alla pediatra, la Forestieri, arrivata per coprire la carenza. "A due anni dall’ordinanza del giudice e ad un anno dal rigetto del collegio io sono ancora senza lavoro", commenta oggi la pediatra di base che promette di non fermarsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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