Montesilvano, palazzone pericolante: stangata sui proprietari

Il Superbonus non copre tutti i costi: rabbia dei 250 inquilini dopo l’annuncio

Montesilvano, palazzone pericolante: stangata sui proprietari
di Bruno D'Alfonso
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Domenica 26 Maggio 2024, 07:00

Piove sul bagnato. Un’altra stangata si abbatte sui proprietari del condominio Riviera 1 di Montesilvano, il grande palazzone sgomberato tre anni fa per presunto pericolo di crollo, che al danno subìto ora sommeranno anche la beffa. I soldi del sisma bonus utilizzati per riqualificare e mettere in sicurezza l’immobile, infatti, non copriranno tutti i costi necessari per terminare i lavori. Ed è quanto emerso dall’assemblea condominiale che si è svolta ieri nell’hotel Promenade, in cui i proprietari hanno avuto la conferma e scoperto i dettagli che li porterà a pagare un’ulteriore somma di 880 mila euro complessivi per rientrare in possesso della struttura. E così monta sempre più la polemica e la rabbia tra i titolari dei 250 immobili e 13 attività commerciali, per una situazione paradossale che ha avuto origine da un pericolo di crollo smentito già sul nascere, come asserito dagli stessi con documenti probanti alla mano.

Tra loro Giacomo Ventura, maresciallo della Guardia di Finanza, proprietario di un monolocale di 30 metri quadri, il quale non si capacita di quanto stia succedendo: «Dopo lo sgombero del 2021, ho subito circa 20 mila euro di danni perché sono stato costretto ad abitare altrove in affitto. Adesso ho saputo che dovrò sborsare altri soldi per rientrare nella mia casa perché i 18 milioni di euro del Superbonus non sono bastati. Alla riunione ho saputo che ci sono da pagare in più 400 mila euro per l’avvocato del condominio, circa 100 mila euro per il nuovo allaccio della corrente, altre cifre per pagare i tubi del metano che erano stati tagliati dagli operai per i lavori di messa in sicurezza e per spese varie che ci hanno detto essere a nostro carico. Quindi – ha concluso Ventura - non mi capacito che poi non siano neanche bastati 18 milioni per terminare le opere».

LE STORIE

Oltre Giacomo Ventura, sono tanti i proprietari che hanno quantificato danni molto più ingenti e i commercianti titolari di negozi che hanno dovuto forzosamente tenere le serrande abbassate o trasferirsi altrove, non sempre in zone altrettanto strategiche per le loro attività. Tra loro il pub Birra Bottega, il ristorante La Locanda, il negozio di intimo Imparato, il Centro Benessere e Caffè del Mare, per citarne alcuni. L’amministratore del condominio, Giuseppe Cellini, ha fatto intanto sapere che i costi che dovranno essere sostenuti in più esulano dalla copertura del sisma bonus e sono totalmente a carico dei proprietari.

LE ACCUSE

Le imminenti elezioni comunali poi, inevitabilmente, hanno fanno sì che sul tema sia piombato anche il fattore politico. È di venerdì scorso, infatti, il comizio del candidato sindaco della coalizione del centro sinistra Fabrizio D’Addazio che si è tenuto proprio ai piedi del gigante di cemento di dodici piani, sul cui comitato itinerante è salita una sua candidata, Roksana Baranovska, portavoce del Condominio Riviera 1. Al grido di protesta per i danni subiti e mancata assistenza delle istituzioni pubbliche lamentati dalla giovane aspirante consigliera, si sono aggiunte le parole di D’Addazio: «È una cosa vergognosa che 40 famiglie abitanti in questa struttura buttate in mezzo alla strada siano rimaste senza l’assistenza dell’amministrazione comunale, che deve essere deputata ad assistere i cittadini soprattutto in questi momenti di disagio». Il sindaco uscente Ottavio De Martinis, autore dell’ordinanza che tre anni fa ha dichiarato il pericolo imminente per il gigante di cemento, non ha ritenuto rispondere alle accuse mossegli.

 
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