Omicidio-suicidio, Stefan violento dopo aver perso il lavoro

Omicidio-suicidio, Stefan violento dopo aver perso il lavoro
di Patrizia Pennella
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Sabato 16 Ottobre 2021, 08:10 - Ultimo aggiornamento: 08:11

Si è chiusa alle spalle la porta di casa, dopo aver accompagnato il figlio a scuola. Lui, un bel ragazzino biondo, non immaginava, non poteva, di aver salutato l'ultima volta mamma e papà. La porta si è chiusa e tra Daniel Stefan Corbos e Cristine Florida Cicio, cinquantenni di origine romena residenti a Montesilvano, è scoppiata l'ennesima discussione. Probabilmente per quelle difficoltà a tirare avanti dopo che lui aveva perso il suo lavoro da muratore in una ditta.

La lite è durata dieci minuti, non di più: poi è finita con un grido altissimo, strozzato da una coltellata alla gola per lei, poi un colpo di lama che lui si è piantato in pieno petto subito dopo. Tre vite distrutte in un quarto d'ora. Da fuori sembravano una bella coppia, dentro casa, da qualche tempo le grane di un bilancio familiare sempre più magro avevano finito per erodere il rapporto che, come qualcuno a voce bassa racconta, si era fatto sempre più stanco. A dare l'allarme ai carabinieri è stato Nicola, che abita nella casa accanto con la madre, scosso dalla lite e da un urlo devastante. Affacciato al balcone Marco, il fratello di Nicola, ha sentito un lamento altissimo e, schermata da una tenda bianca, ha visto una sagoma scivolare a terra.

Con i carabinieri sono dovuti arrivare i vigili del fuoco che con le lastre hanno aperto la porta d'ingresso: sul pavimento dell'appartamento i due corpi di marito e moglie stesi a terra, a poca distanza l'uno dall'altra. Vicino, due coltelli. I medici del 118 non hanno potuto far altro che constatare la morte e andare via, per lasciare spazio ai carabinieri che hanno messo in sicurezza l'appartamento e iniziato i rilievi. Il capitano Luca La Verghetta, comandante della compagnia di Montesilvano, ha coordinato l'attività dei militari, andata avanti per l'intera mattinata. Con lui il capitano Donato Agostinelli che ha curato, con il personale della Scientifica, rilievi e acquisizione dei reperti.

Alle 14 i sigilli chiudono le prime indagini. E' abbastanza chiaro il quadro dell'omicidio-suicidio, anche se resta da ricostruire con completezza la dinamica: lo farà l'autopsia che il medico legale Paolo Ferrante effettuerà lunedì, incaricato dalla Pm Fabiola Rapino. Di Cristian, perché Daniel Stefan si faceva chiamare così, e di Cristine i vicini di casa dicono solo un gran bene. Via Tagliamento a Montesilvano è un microcosmo di vita semplice: tutti si conoscono, per la maggior parte si aiutano. Cristine faceva le pulizie e qualche piccolo lavoro di estetica. «La vedevi che andava sempre di corsa» dice una vicina «per quel bambino avevano un amore infinito lui e lei».

Anche Marco e Nicola raccontano delle lunghe passeggiate tra padre e figlio, dei giri in bicicletta. Con Nicola, Daniel Stefan si era confidato e aveva raccontato del momento difficile che stava attraversando con la moglie: «Si era stufata, forse voleva separarsi. Lui era rimasto disoccupato da qualche mese e prendeva il sussidio, poi faceva qualche lavoro qui intorno. Io gli avevo parlato di una persona che aveva bisogno di un muratore, ma lui non voleva più stare sotto padrone, voleva aprire la partita Iva. Era d'accordo con la moglie in questo. Dicevano sempre:'Siamo stanchi di essere sfruttati».

Del figlio si sono fatti carico i servizi sociali in attesa che la sorella di Cristine arrivi dalla Romania, da Brazov, in Transilvania, dove lui e lei erano nati. I carabinieri hanno riempito quattro scatoloni di abiti, di libri, di quegli oggetti quotidiani di cui un ragazzino di prima media ha bisogno: spunta la manica di un giubbino giallo, si vede un jeans, un po' di cancelleria. Normalità che galleggia sulla paura del domani.

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