Omicidio D'Amico, svolta nell'inchiesta: trovato il dna dell'assassino

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Marcello Ianni
Sull’omicidio di Paolo D’Amico, estrapolato il dna dell’assassino o di uno degli assassini che il 24 novembre scorso hanno infierito sul corpo del 55enne, operaio dell’Asm, all'Aquila. A circa un mese e mezzo dal tragico ritrovamento nell’abitazione della vittima nel territorio di Picenze di Barisciano, in una zona di campagna, piuttosto isolata da altre abitazioni, le indagini serrate dei carabinieri del Reparto operativo dell’Aquila e dei colleghi del Ris di Roma dello stesso Corpo, hanno portato a galla un elemento importante: quello di una traccia chiara dell’assassino o degli assassini che hanno colpito con una martellata alla testa e con un punteruolo sul petto il 55enne al termine di un litigio. Che non sia una traccia lasciata precedentemente da persone estranee all’efferato delitto, lo si evince dal particolare che la traccia di Dna estrapolata sugli abiti della vittima sarebbe uguale a quella rinvenuta su un mozzicone di sigaretta, rinvenuta sempre sulla scena del crimine.

Non si sa al momento se gli inquirenti sono in possesso di altri riscontri visto che sulla vicenda continua ad essere mantenuto un comprensibile riserbo. D’Amico potrebbe addirittura aver cenato con chi, poco dopo, o al massimo, il giorno successivo, lo ha ucciso barbaramente. Ora ovviamente bisognerà fare le comparazioni genetiche sperando di poter risalire all’identità di chi ha materialmente ucciso il 55enne o dell’eventuale soggetto complice. Anche in questo caso un passaggio non certamente facile, soprattutto se il soggetto in questione non ha mai avuto problemi con la giustizia. Si continua ad indagare contro ignoti.

Le attività di indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Simonetta Ciccarelli proseguono a tutto campo ed hanno portato all’interrogatorio di persone informate sui fatti, compresi i colleghi di lavoro e persone che hanno svolto per lui dei lavori edili nell’abitazione (piuttosto grande dove D’Amico viveva da solo) dove è stato rinvenuto cadavere dalla madre e fratello. Una inchiesta che ha portato anche al vaglio dei tabulati telefonici e filmati delle registrazioni di videosorveglianza. Preziose informazioni sarebbero saltate fuori dai controlli bancari che avrebbero fatto emergere come la vittima avesse ottenuto dei prestiti di denaro. E proprio l’aspetto economico sembra essere quello sul quale gli investigatori stanno puntando maggiormente le loro attenzioni. Il movente, infatti, sembra essere quello di debiti non onorati nei tempi voluti. D’altra parte la ferocia con la quale l’operatore ecologico della municipalizzata comunale è stato ucciso, conduce in questa direzione, tenendo conto di una consolidata casistica sui delitti per prestiti non onorati. I familiari della vittima assassinata hanno deciso di farsi assistere dagli avvocati Antonio e Francesco Valentini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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