L'Aquila, odore e sapore cattivi: nell'acqua tracce di toluene
ma «potabilità mai a rischio»

Sabato 20 Maggio 2017 di Stefano Dascoli
L'Aquila, odore e sapore cattivi: nell'acqua tracce di toluene ma «potabilità mai a rischio»
L'AQUILA - È stato l'ormai famigerato toluene a provocare cattivo odore e sapore nell'acqua che è sgorgata dai rubinetti aquilani tra il 5 e l'8 maggio, praticamente in corrispondenza con l'emergenza che ha paralizzato per dodici ore il Teramano. La questione è molto simile tra i due territori: è il toluene ad aver provocato la sospensione dell'erogazione nel Teramano, cosa che invece non è accaduta nell'Aquilano perché le concentrazioni della sostanza non hanno mai messo in pericolo la potabilità. Quindi, insomma, solo una questione di cattivo gusto e odore. Per evitare che simili episodi possano ripetersi, la Gran Sasso Acqua ha inviato una diffida a Strada dei Parchi e al Ministero: la convinzione, come spiega il direttore tecnico Aurelio Melaragni, è che la sostanza possa provenire dai lavori effettuati in alcune gallerie autostradali. Il Ministero ha già risposto alla sollecitazione chiedendo una dettagliata relazione. E' stato il Forum abruzzese dei Movimenti per l'acqua, in tandem con Soa (stazione ornitologica) a diffondere i documenti reperiti attraverso l'accesso agli atti. Dagli stessi (referti Arta e Gsa) si evince che «tracce di toluene sono state riscontrate anche all'Aquila nei campioni di acqua del 5 e dell'8 maggio. Inoltre nelle acque dei laboratori Infn, a scarico, il 12 maggio è ricomparso in tracce anche l'1,2,4 maggio trimetilbenzene. La Asl dell'Aquila, al contrario di quanto avvenuto nel Teramano si legge in una nota -, non pare aver attivato un controllo specifico e rafforzato sul Gran Sasso, nonostante fosse noto l'avvio dei cantieri di verniciatura nei tunnel. Non ha fatto prelievi specifici neanche il 5 o il 6 maggio quando ormai vi erano plurime segnalazioni di cattivi odori pubblicate anche dalla stampa.

Gli unici cinque prelievi sono relativi all'8 maggio e solo su uno di questi è stata fatta una ricerca allargata ad alcune altre sostanze rilevando tracce di toluene (0,2 microgrammi/litro nel campione 2284 raccolto a Bagno grande). Nessun campione è stato raccolto alla sorgente. Invece la Gran Sasso Acque risulta aver svolto due campionamenti il giorno 5 maggio alla sorgente del Gran Sasso. Uno con pochissimi parametri ricercati, l'altro con un numero maggiore e in cui è stata riscontrata la presenza di Toluene a 0,66 microgrammi/litro. Valori bassi, ben sotto i limiti sia per la potabilità sia per gli aspetti ambientali, che però testimoniano la pervasività a livello dell'intero Gran Sasso dei rischi che corre la risorsa acqua». Melaragni, dal canto suo, conferma che il toluene rintracciato è al di sotto delle soglie pericolose: «L'acqua è sempre stata potabile. Siamo sicuri quasi al 100% che la presenza della sostanza dipenda da alcuni lavori nelle gallerie autostradali. I prelievi sono stati condotti assieme all'Asl: non è stato preso alcun provvedimento proprio per evitare di scatenare il panico. Abbiamo inoltrato due lettere di diffida».

© RIPRODUZIONE RISERVATA