Muore tre ore dopo le dimissioni dall'ospedale: indagato un medico

di Gianluca Lettieri
C’è un medico indagato per la morte di Alberto Corrado, il paziente di 59 anni stroncato in casa da un malore tre ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Chieti. Il pm Lucia Anna Campo procede per omicidio colposo e lesioni colpose nei confronti di uno dei sanitari del reparto di Cardiologia e Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic): si tratta di ipotesi di reato alternative che l’inchiesta dovrà mettere a fuoco. L’autopsia fissata per oggi pomeriggio chiarirà eventuali responsabilità: la Procura ha nominato come consulenti il medico legale Cristian D’Ovidio e il cardiologo Alessandro Capucci. La famiglia del paziente deceduto, difesa dall’avvocato Enzo Di Lodovico, si è invece affidata all’anatomopatologo Paolo Ferrante. Il pm ha indicato come persone offese la moglie della vittima, Maria Aurora Paolini, e i due figli Alessio e Davide.

Venerdì scorso Corrado era stato dimesso a distanza di un paio di settimane dal ricovero al Santissima Annunziata avvenuto per uno scompenso cardiaco. Ma in serata, una volta tornato nella sua abitazione di Manoppello Scalo in via XX settembre, ha accusato un improvviso malore che non gli ha lasciato scampo. Il 59enne - come ricostruito dall’avvocato Di Lodovico - doveva essere sottoposto a un intervento chirurgico: «Prima di affrontare l’operazione, però, sarebbe dovuto cessare lo scompenso cardiaco. Venerdì i medici hanno deciso di dimetterlo, perché, a loro dire, lo scompenso era stato curato e in reparto non c’era posto considerando la presenza di pazienti con patologie più gravi. Corrado sarebbe dovuto tornare in ospedale lunedì per alcuni accertamenti propedeutici all’operazione che sarebbe stata fissata nei giorni successivi».

Così, nel pomeriggio, il paziente è tornato nella sua abitazione. «Corrado ha iniziato ad accusare un malessere. Il figlio è uscito di casa per andare in farmacia ad acquistare degli antidolorifici. Poco dopo, però, il ragazzo ha ricevuto la chiamata della madre: lo informava del fatto che il papà non rispondeva più». Sul posto è arrivata l’ambulanza del 118, ma non c’è stato niente da fare. A quel punto i famigliari si sono rivolti ai carabinieri: non hanno presentato un esposto, ma le indagini sono partite d’ufficio dopo che i parenti della vittima sono stati ascoltati a sommarie informazioni.
Marted├Č 11 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:02

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