Costretti a uscire dal funerale dei morti sul Velino per soccorrere altri escursionisti sullo stesso monte

Lunedì 22 Febbraio 2021
Costretti a uscire dal funerale dei morti sul Velino per soccorrere altri escursionisti sullo stesso monte

AVEZZANO - Erano nella cattedrale di Avezzano ai funerali dei 4 dispersi sul Monte Velino, Gianmarco Degni, Valeria Mella, Gian Mauro Frabotta e Tonino Durante, quando la squadra del Soccorso Alpino di Avezzano è dovuta intervenire per recuperare due alpinisti bloccati sul Velino, dopo un volo di 70 metri.

Neanche il tempo di recuperare le forze e portare il loro ultimo saluto ai quattro dispersi, su cui si sono concentrate le loro forze nell’ultimo mese, che la squadra del Soccorso Alpino e Speleologica di Avezzano, coordinata da Fabio Manzocchi, è dovuta intervenire di nuovo per recuperare due alpinisti di Magliano dei Marsi, località in prossimità di Avezzano. 

I due alpinisti, entrambi di 22 anni, si erano recati sul Monte Velino, in particolare sul versante del Monte Rozza, per l’arrampicata.

Tuttavia mentre erano tra Monte Rozza e Monte Sevice, a quota 2.000 metri, nella fase di discesa, i due alpinisti che erano sprovvisti di ramponi, hanno fatto fatica ad affrontare il manto nevoso e sono volati giù lungo la scarpata per 70 metri. 

I due, sotto shock e in difficoltà, hanno allertato il 118, che ha immediatamente attivato il Soccorso Alpino, così alcuni tecnici hanno lasciato il funerale in corso alla cattedrale di Avezzano e si sono recati sul luogo dell’incidente a bordo dell’elicottero del 118 di L’Aquila.

Giunti in quota i tecnici del Soccorso Alpino e il medico del 118 hanno soccorso i due giovani alpinisti, che fortunatamente non hanno riportato traumi. 

“È un momento di grande dolore per tutti noi del Soccorso Alpino - ha precisato il presidente regionale Daniele Perilli, presente con i suoi ai funerali dei quattro dispersi - e siamo vicini ai familiari delle vittime e a tutta la città di Avezzano. Occorre lavorare affinché simili tragedie non si ripetano, anche diffondendo la cultura della prevenzione in montagna. Fortunatamente l’intervento di oggi tra Monte Rozza e Monte Sevice ha avuto un epilogo positivo, ma ricorda che la montagna può nascondere tante insidie che non vanno mai sottovalutate”.

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