Morte di Cucchi, aquilano offende su Facebook i poliziotti: a giudizio per diffamazione

Morte di Cucchi, aquilano offende su Facebook i poliziotti: a giudizio per diffamazione
di Marcello Ianni
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Martedì 15 Novembre 2022, 08:50

A dieci anni dalla morte del giovane romano Stefano Cucchi, deceduto in ospedale mentre affidato allo Stato sottoposto alla custodia cautelare, aveva deciso di sfogarsi su Facebook, offendendo l'onore ed il decoro della Polizia (Corpo estraneo alla vicenda giudiziaria Cucchi) che si è costituita parte civile per i toni diffamatori comunque utilizzati.

La singolare vicenda giudiziaria che si trova in fase dibattimentale presso il Tribunale dell'Aquila, ha come protagonista M.G. di 52 anni (assistito dall'avvocato Francesco Valentini) il quale l'1 ottobre 2019, nel commentare i dieci anni dalla morte del giovane e alla vigilia della requisitoria del Pm romano sul filone riguardante i presunti depistaggi da parte dell'Arma, aveva scritto un post visibile a tutti: Sbirri di ... (e non i carabinieri sul quale la tormentata vicenda giudiziaria ha ruotato) che per vendicare il povero Stefano Cucchi devono sbranarvi in gabbia, adesso è quasi arrivato il vostro momento. Le mattine saranno lunghe e non vi devono dare tregua. Vi devono mangiare vivi.

Post che aveva portato altri utenti a commentare o a cliccare semplicemente sul mi piace. Proprio la citazione sbirri ha spinto la Federazione sindacale di polizia (Fsp) dell'Aquila, rappresentato da Fabio Marinelli e Santino Li Calzi, a costituirsi parte civile spiegando che «le somme eventualmente ottenute saranno devolute alle famiglie dei colleghi uccisi a Trieste». Tragedia, quest'ultima, avvenuta tre giorni dopo la pubblicazione del post diffamatorio da parte del 52enne, quando due agenti erano morti a seguito di una sparatoria in Questura. A sparare un rapinatore che era stato fermato col fratello: i due avevano distolto l'attenzione degli agenti e avevano esploso a bruciapelo più colpi. L'imputato (accusato di diffamazione aggravata per l'utilizzo della piattaforma digitale) a quanto pare si è anche scusato per il grave gesto agli agenti ma a quanto pare non è stato sufficiente. Il processo che ha visto anche l'audizione del responsabile della Polizia postale dell'Aquila, David Palmieri, è stato aggiornato alla prossima settimana.

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