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Molesta per anni due nipotine, sotto processo lo zio “orco”

Molesta per anni due nipotine, sotto processo lo zio orco
di Stefano Buda
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 08:04

Rinviato a giudizio, per violenza sessuale, l'uomo di 56 anni che nel febbraio del 2021 finì in carcere a Pescara con l'accusa di avere abusato sessualmente delle sue nipotine minorenni. Il gup Giovanni de Rensis ha infatti accolto la richiesta di processo avanzata dal pm Rosangela Di Stefano e ha fissato la prima udienza per il 7 dicembre. All'attenzione della procura è finita una brutta storia, caratterizzata dalla depravazione di un uomo senza scrupoli, che ha agito in un piccolo centro della provincia di Pescara, all'interno di una famiglia apparentemente normale: il padre delle piccole vittime non avrebbe mai potuto immaginare che suo fratello si sarebbe rivelato un orco crudele e spietato.


Fu la bimba più piccola, che all'epoca dei fatti aveva soltanto 7 anni, a raccontare tutto alla madre a distanza di qualche tempo: riferì che nel 2018 lo zio l'aveva condotta in cantina, si era abbassato i pantaloni e le aveva fatto toccare il proprio organo genitale. Le morbose attenzioni dell'imputato non si limitarono a quell'episodio, ma proseguirono nel tempo, tanto che una volta l'uomo si arrampicò sul terrazzo confinante, al solo scopo di guardare la nipotina giocare e alzarle la gonna. In un'altra occasione l'imputato provò nuovamente ad attirare la bimba sotto casa, ma la piccola riuscì a sottrarsi alla probabile imboscata, venendo anche rimproverata dallo zio.

In seguito al sofferto racconto della piccola, la madre sporse immediatamente querela e la bimba confermò tutte le accuse, in maniera lucida e lineare, anche nel corso dell'audizione protetta. Inoltre la sorella maggiore, nel frattempo diventata ventenne, confessò di avere subito gli stessi abusi, circa dieci anni prima, venendo anche palpeggiata dallo zio nelle parti intime. La ragazza fornì ulteriori particolari, che corroborarono la versione della bimba più piccola. In particolare riferì che un giorno, nel 2018, chiese alla sorellina di andare a prendere un cerotto a casa dello zio e per tutta risposta la piccola scoppiò a piangere. A quel punto si recò lei stessa a casa dell'imputato, che aprì la porta completamente nudo. Lo zio era stato precedentemente avvertito ed era in attesa della nipotina più giovane, alla quale evidentemente era riservata quella mostruosa accoglienza.

«L'indagato risulta del tutto privo di freni inibitori ha scritto il gip Nicola Colantonio nell'ordinanza di custodia cautelare - in quanto incapace di arginare le proprie turpi ed insane pulsioni sessuali, spesso sfogate sulle nipoti, vittime particolarmente vulnerabili sia perché in tenera età al momento del fatto sia perché legate da rapporti di parentela con l'indagato, il quale si è dunque approfittato in maniera vile e meschina dello stato di soggezione e fragilità delle persone offese, confidando nel loro silenzio». Le vittime e i loro genitori ora chiedono che sia fatta giustizia.

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