«Mia madre morta di Coronavirus senza assistenza». Avvocato denuncia i medici

«Mia madre morta di Coronavirus senza assistenza». Avvocato denuncia i medici
di Teodora Poeta
3 Minuti di Lettura
Martedì 9 Marzo 2021, 08:14

Passa alla Procura di Teramo la vicenda della mamma 79enne dell’avvocato Domenico Giordato, morta il giorno dopo essere stata ricoverata in ospedale lo scorso 5 novembre perché positiva al Covid19 dopo essere rimasta per giorni con il marito a casa, pure lui contagiato, senza assistenza sanitaria. L’avvocato lo aveva preannunciato che non si sarebbe fermato e avrebbe chiesto di verificare come stiano andate realmente le cose, senza fermarsi alla versione che oggi può purtroppo fornire solo suo padre. E così ha fatto. Direttamente in Procura ha depositato una dettagliata denuncia in cui ha ripercorso il calvario dei suoi genitori, individuando come possibili responsabili dell’omicidio colposo, di un’omissione di atti d’ufficio e di un’omissione di soccorso nei confronti di sua madre Vincenza, il medico di famiglia e l’Usca.

Sarà adesso compito dei magistrati andare ad indagare a fondo e capire se davvero questi due hanno qualche responsabilità nella vicenda di Vincenza. Sta di fatto che la stessa Asl ha già aperto tempo fa un’inchiesta interna con l’acquisizione delle telefonate registrate al 118 e tutta una serie di documentazione dalla quale è emerso quanto subito dichiarato dall’avvocato Giordano, ossia la prova della saturazione scesa il 4 novembre a 77, mentre il giorno precedente era a 97, e poi anche le 35 telefonate tra il medico di famiglia e i suoi genitori. Telefonate che dimostrerebbero la gravità della situazione, con la Procura che, adesso, dovrebbe, però, capire a quante di queste il medico di famiglia ha risposto o richiamato, visto che la realtà sarebbe sconcertante. E poi capire, così come chiede oggi il figlio Domenico, perché l’Usca non sia mai arrivata a casa per visitare la mamma Vincenza.

Il giorno del ricovero di suo padre, lo scorso 4 novembre, quando nel pomeriggio alla Asl viene comunicata la sua positività, non c’erano indicazioni per il ricovero anche per la moglie che aveva 97 di saturazione e nessun segno di polmonite, così è stato dichiarato, ma il serio sospetto di una positività anche per lei questo sì. Il giorno dopo però tutto precipita: la saturazione scende a 77, con il 118 che però non crede al figlio al telefono, ma la donna poi viene ricoverata dopo molte insistenze e una chiamata persino ai carabinieri. Nella sua denuncia l’avvocato Giordano ha puntato il dito contro quella che per lui è stata una vera e propria assenza di assistenza sanitaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA