Morto l'aquilano Giorgio Cipolla padre del rugby a Noceto

Martedì 27 Ottobre 2020 di Stefano Castellani
Giogio Cipolla

L’AQUILA - È morto la scorsa notte a Parma, all’età di 82 anni, Giorgio Cipolla, l’aquilano che come presidente riuscì nell’impresa di portare il Noceto Rugby dalla serie C alla A. «Addio all’uomo che inventò il rugby a Noceto- scrive il giornalista Fabrizio Furlotti-. Così fu definito Cipolla nel libro edito in occasione del 30esimo anno di fondazione della Rugby Noceto. Mai una dedica fu coerente a quanto in effetti riuscì a fare il nostro Giorgio, aquilano del Gran Sasso e nocetano di adozione e di diritto».

Furlotti ricorda che «fu Cipolla a trasformare un manipolo di giovani e inesperti appassionati della pallaovale, con qualche scarsa esperienza precedente, in dirigenti con incarichi e obiettivi programmati. Fu Cipolla che in soli sette anni portò la squadra di un piccolo paese dalla serie C alla A, quella vera dove finalmente Don Chisciotte poteva sfidare, da sempre, i sognati mulino a vento: i grandi club del rugby italiano».

Anche la Fir ha voluto esprimere il cordoglio per Giorgio Cipolla: «La Federazione italiana rugby è rattristrata nell’apprendere della scomparsa di Cipolla, già presidente del Collegio dei revisori dei conti Fir».

E a pensare che Cipolla si è trovato per caso nel mondo del rugby. Negli anni Cinquanta il papà decise di trasferire la famiglia dall’Aquila a Parma. Probabilmente fu una buona decisione, visto che Giorgio aveva da poco conseguito il diploma di ragioneria nel capoluogo abruzzese e in terra emiliana ha poi aperto un studio da commercialista (in quel periodo non serviva la laurea in Economia e commercio). Uno studio molto avviato, con i figli Maurizio e Giancarlo che continuano l’attività del papà, mentre l’altro figlio Valerio è un manager affermato di un’azienda legata al formaggio grana padano.

Essendo ragioniere fu revisore dei conti della Fir ai tempi della presidenza di Giancarlo Dondi. Fu proprio Dondi che inviò Cipolla a chiudere il Noceto che era in mezzo a contrasti tra due fazioni. L’ex presidente Fir, molto amico di Cipolla, conosceva le sue doti di mediatore, ma l’aquilano cambiò il programma e, come già detto, lo portò fino alla serie A.

«All’Aquila Giorgio non aveva mai giocato a rugby- dice il dottor Vittorio Festuccia, padre dell’ex azzurro Carlo- e si è appassionato alla pallaovale in Emilia Romagna. Sono molto dispiaciuto per la sua morte, perché sono un suo grande amico. L’ho conosciuto durante la gara Under 20 a Viadana, tra l’Under 20 dell’Aquila Rugby in cui giocava ai quei tempi mio figlio Carlo contro la locale formazione. Notavo un signore che si agitava nel tifare i colori neroverdi e l’allenatore Loreto Cucchiarelli mi disse che era un aquilano che risiedeva in Emilia Romagna. Dopo quella partita siamo diventati grandi amici. Lui è rimasto sempre vicino all’Aquila e andava sempre in giro per il Nord nelle città dove giocava L’Aquila Rugby».
Festuccia poi ricorda che «veniva spesso in città con l’amata moglie Gigliola. Nel 2010 non potè venire nel periodo di Pasqua e mi disse se per telefono potevo fargli ascoltare, durante la processione del venerdì Santo, il coro che cantava il Miserere. Ascoltando il coro per telefono si commosse tanto». Il funerale si celebra mercoledì, 28 ottobre, in Emilia Romagna. «Mi dispiace non andare al suo funerale- conclude Festuccia- ma si celebrano in un piccola chiesa che, con le disposizioni contro la pandemia, può contenere al massimo 20 persone. È giusto che tutti i familiari possano essere vicini per l’ultimo saluto. Ci sarà un altro momento per stare vicini alla sua famiglia».

Su Facebook ha voluto salutare Cipolla anche Carlo Festuccia, ex neroverde e attualmente nello staff tecnico del Parma: «Caro Giorgio, da aquilano parmigiano mi hai accolto nella tua famiglia come un figlio ed in parte è “colpa” tua se oggi mi ritrovo a Parma, però è anche “colpa” tua se sono riuscito a togliermi qualche soddisfazione nel mondo del rugby perché se non fossi arrivato al Gran Parma (nato dalla fusione del Noceto e del Gran Parma, ndr) chi sa come sarebbe stato il mio futuro. Grazie per i consigli, i pranzi, le cene, le discussioni ed il supporto durante tutti questi anni. Ti voglio bene. Ciao direttò, ciao presidè, ciao zeppetè».
La sua casa dove è nato è nel quartiere Bellavista ed è ancora inagibile a causa del terremoto di 11 anni fa. Marco Paolini, suo cugino, sta seguendo i documenti per la ricostruzione. Nel capoluogo sono rimasti solo i cugini Anna Paola,  Maria Luisa e Marco Paolini. «Ci dispiace molto per la morte di Giorgio- dice Maria Luisa Paolini - ed era rimasto molto legato all’Aquila. Un vero peccato che non potrà vedere la sua casa ricostruita».

Al dolore per la scomparsa di Cipolla è anche del suo amico Marzio Innocenti, candidato alla presidenza Fir. Quattro anni alla sua prima candidatura Zanato fu sostenuto da Cipolla. Su Facebook. Innocenti scrive: «Giorgio Cipolla è andato avanti. L’ex presidente e anima del Rugby Noceto ha passato il suo ultimo pallone. Il rugby italiano perde uno degli uomini più importanti della sua storia. Il rugby Noceto perde colui che da sempre lo rappresenta. Principalmente la sua famiglia perde un marito amorevole ed un padre ed un nonno premuroso. Io, insieme a tutto il gruppo nocetano, perdiamo un grande amico. In questo momento voglio stringermi in un grande abbraccio a Gigliola e a tutta la famiglia di Giorgio».


Stefano Castellani

Ultimo aggiornamento: 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA