FOTOSOCIAL: Quell'incontro con cinque cuccioli di lupo che può cambiare la vita

Un felice scatto sui cuccioli di lupo di Andrea Corsi
di Sabrina Giangrande
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Sabato 22 Gennaio 2022, 08:58 - Ultimo aggiornamento: 23:58

L'AQUILA «Subito dopo il sisma del 2009 ho iniziato a scattare numerose foto della città martoriata per immortalare quel momento di devastazione, seppur doloroso e in seguito mi sono dedicato al paesaggio in generale e infine il mio interesse fotografico si è concentrato verso il lupo (Canis lupus italicus), che mi fa salire il brivido».

Andrea Corsi, classe 1978 aquilano, la sua principale attività la esercita presso il raggruppamento del reparto carabinieri Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga nella sede di Fonte Cerreto di Assergi, nucleo cinofilo antiveleno per la ricerca dei bocconi avvelenati, ha una compagna e un figlio di due anni. Dopo i suoi studi tecnici, si trasferisce per lavoro nella Val D'Ossola in Piemonte, dove risiede per dieci anni; la passione per la montagna gli viene trasmessa da papà Salvatore, militante nel soccorso alpino della Guardia di finanza, infatti, appena quattordicenne, inizia a praticare lo sci d'alpinismo, sulle orme di suo padre, attività insolita per un ragazzo così giovane, ma parte integrante del suo corredo genetico.

Le sue foto sui lupi attraversano i Social. «Questa che vedete con tre lupacchiotti con gli occhi sgranati, è una delle tante foto di una serata- ricorda Andrea - la prima in cui ho avuto un incontro ravvicinato con questa splendida cucciolata. Guardando la foto sembra tutto semplice, i cuccioli in perfetta posa, il muso e gli occhi a fuoco e liberi dall'erba alta. Seguivo quel branco da diversi mesi, li sentivo ululare e a volte mi prevedevano di qualche ora sui sentieri, non era il momento giusto. Si sono concessi in una bellissima e calda sera d'estate in cui il vento era perfetto, e io ero arrivato in largo anticipo e in silenzio per prepararmi al meglio. Li ho visti arrivare da lontano mentre danzavano tra l'erba alta, erano cinque cuccioli in splendida forma, era un continuo invito al gioco. I primi secondi sono rimasto pietrificato, poi ho iniziato a scattare, ma metà cartella l'ho cestinata perché tremavo senza rendermi conto. Poi ho fatto un respiro profondo e ho iniziato a ragionare sugli scatti. Sono arrivati a circa dieci metri da me, incuriositi dal rumore della reflex. Quello che si prova in quei momenti è veramente difficile da spiegare, è un susseguirsi di belle sensazioni, - conclude Andrea- c'è adrenalina, il cuore che batte a mille, il sorriso stampato in faccia e la voglia di prenderli in braccio; sento qualcosa che si smuove dentro nel profondo. Una scena come questa ti cambia ed è proprio in quel momento che parte la malattia. Poche ore di sonno, tanti chilometri e freddo insopportabile, ma vederli danzare anche per qualche secondo è qualcosa di veramente grande».

Nutre molteplici passioni Andrea, oltre alla fotografia e lo sci d'alpinismo, pratica la bicicletta su strada, amante della natura a 360 gradi, possiede un cane da pastore belga Malinois, di nome Kenia, che spesso lo accompagna nelle escursioni.

Sabrina Giangrande

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