Lino Banfi: «Voglio tornare nonno del Medico in famiglia»

Venerdì 27 Luglio 2018 di Sonia Paglia
Lino Banfi, 82 anni compiuti qualche settima fa. Nei suoi occhi, le emozioni, per l’arte della recitazione. Uno degli attori comici più popolari e rappresentativi della commedia sexy, degli anni settanta e ottanta. Il suo destino di far sorridere il pubblico. Lo abbiamo incontrato a Roccaraso, luogo che lo aveva visto esordire 40 anni fa, con Mike Bongiorno. E' seduto nel giardino dell’hotel dove alloggiava, per trascorrere qualche giorno di relax, indossando la fresca camicia di lino del colore del mare, impreziosita dal colletto alla coreana.

L’artista ha raccontato la sua carriera da artista, che ha visto pochi momenti bui, se non la difficoltà iniziale, determinata dalle sue origini pugliesi. «Inizialmente è stato terribile - afferma Banfi - la Puglia non ha mai avuto predecessori illustri dal punto di vista drammaturgico. Io ho aperto la strada». Da qui il suo percorso di successo nel cinema, che lo ha risollevato anche dai problemi economici e debitori. «Ero pieno di debiti - continua Banfi - avevo problemi con i famosi cravattari. I momenti più salienti nel cinema, li ho avuti con il commissario “Lo Gatto”, di Dino Risi. Sono stato Zagaria lontano dalla omofobia. Mi dicono che sono un mostro di bravura e mi chiamano Lino Nazionale». Lino Banfi sembra non sentire il peso della sua età. E’ infastidito soltanto da quei chilo in più, che tuttavia, racchiudono anche un lato positivo: «Mi dà fastidio avere questi chili, ma meglio stare in salute che essere bello magro, fighetto e malato. E poi c’è la fortuna che quando si è grassottelli, le rughe non si vedono».

Banfi riferisce di aver lavorato con donne bellissime, come Edwige Fenech, Nadia Cassini, Barbara Bouchet, dal fascino e dalla sensualità completa. «Per avere fascino, non è necessario avere soltanto un bel corpo, occhi luminosi - afferma l’artista -. Deve essere un discorso completo di tutto il corpo. Oggi, chi potrebbe sostituire queste donne, è Samanta Togni, anche se fa la ballerina». L’attore ha abbracciato tre generazioni e spera di abbracciarne anche la quarta. E’ in attesa che la Rai si decida a comporre l’ultima serie del Medico in famiglia. «Dispiace – dichiara ancora Banfi - perché il pubblico c’è rimasto male. Tante proteste. Recuperare questa famiglia, sarebbe stato bello». Il suo legame con l’Abruzzo è forte. «A Roccaraso vengo a ricordare. Non ho avuto tempo di imparare a sciare, ma sono stato campione olimpionico di salto al pasto»,conclude il comico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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