L’Aquila, la biblioteca tornerà in centro. Intanto cresce “Nati per leggere”

L’Aquila, la biblioteca tornerà in centro. Intanto cresce “Nati per leggere”
di Daniela Rosone
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Martedì 21 Gennaio 2020, 18:28

L’AQUILA - La biblioteca al centro della città. Si legge troppo poco in Italia e l’Abruzzo è a metà classifica. Ma la Regione vuole riportare al centro la biblioteca appunto e il suo ruolo e in questo senso, anche grazie al programma “Nati per leggere”, L’Aquila può fare da apri pista.

Dopo un periodo di transizione anche difficile con il passaggio delle competenze da Provincia a Regione la biblioteca Salvatore Tommasi deve tornare al centro. La funzionaria responsabile della biblioteca regionale Alessandra Lucantonio, ha sottolineato come la Regione abbia scelto di dare nuovo impulso al ruolo della biblioteca che, come si sa, da dieci anni è delocalizzata in periferia e ha perso molta dell’utenza che la frequentava in centro.

Da Novembre scorso, però, sono iniziati nuovi progetti per portare le scuole e i ragazzi sia alla biblioteca di Bazzano che a quella dell’infanzia in via Salaria Antica Est. Il programma Nati per Leggere, quindi, per la Lucantonio si incastra perfettamente nella mission del servizio Beni e Attività Culturali.

L’assessore regionale Emanuele Imprudente ha ribadito la centralità della Biblioteca per la città dell’Aquila e spinge per il ritorno in centro. “Per noi il ruolo della biblioteca - ha detto - è essenziale. Ci auguriamo e il condizionale è d’obbligo nella ricostruzione pubblica che questo sia l’anno di una accelerazione vera per l’inizio dei lavori all’edificio che ospitava la biblioteca perché per noi questa deve tornare in centro storico. La nostra idea, in attesa del ritorno, è intanto quella di creare un ponte con la biblioteca a Bazzano dando vita a delle sale di lettura in centro e dunque stiamo vedendo quali spazi eventualmente da adibire, anche perché la Tommasiana non era solo una biblioteca ma anche un punto di incontro. Questo per costruire un percorso e per mostrare a tutti la volontà di rientrare in città e riavvicinarci”.

Sulla localizzazione della biblioteca non ci dovrebbero essere dubbi anche se le proprietà dello stabile ai Quattro Cantoni, tranne il Convitto, ancora non dicono ufficialmente cosa fare dei locali una volta restaurati. La giornata è stata molto importante anche per mostrare quanto in città ci sia ancora da fare. All’Aquila il programma è attivo grazie a Martina Corsi, libraia e operatrice di Npl. Il programma è nazionale ed è rivolto alle famiglie, promosso dall’associazione culturale Pediatri, dall’associazione italiana biblioteche e dal centro per la salute del bambino onlus. In totale coinvolge più di 2000 comuni.

“Il programma - spiega Martina Corsi - tutela il diritto alla storie, tutela il fatto che le famiglie possano in modo gratuito avvicinarsi al mondo della lettura condivisa cioè mamma papà e bambino. In libreria organizzo due incontri al mese per avvicinare la gente a questa pratica”. Purtroppo però i numeri sono ancora impietosi. “Sono poche - prosegue - le famiglie che partecipano a questi incontri e purtroppo si tratta di persone che già sono abituate alla lettura. Il difficile è arrivare agli altri ma la sfida non è impossibile, gli effetti del programma si vedranno nel tempo”.

Molto importante pure il ruolo del pediatra che può avere un’incisività enorme in questo senso. Il dottor Domenico Cappellucci, pediatra e referente regionale Npl, ha spiegato i benefici della lettura nei primi 1000 giorni di vita del bambino, a partire dal ruolo della mamma in gravidanza. “Il programma - spiega - non è per insegnare a leggere ma è un supporto alla genitorialitá. Agire cioè sul sostegno alle famiglie. I benefici si rispecchiano su un ridotto abbandono scolastico, sul successo a scuola, sui futuri sviluppi occupazioni, sulla salute e sull’aspetto economico ”. Anche per il dottor Cappellucci si può e si deve fare molto di più e il ruolo della politica con scelte mirate e intelligenti è essenziale.

A Pescara, ad esempio, sono tanti i progetti portati avanti in quartieri difficili e in carcere. Sono intervenute anche Nadia Guardiano, bibliotecaria e Fiorella Paone, formatrice dei volontari del programma. Presenti molte insegnanti.

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