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L’Aquila, Esercito: undici anni di “Strade Sicure”

L’Aquila, Esercito: undici anni di “Strade Sicure”
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Lunedì 5 Agosto 2019, 13:39

L’AQUILA - L’operazione Strade Sicure portata avanti dai militari dell’Esercito compie 11 anni passando dall’impiego degli iniziali 3000 uomini agli attuali 7000 dislocati su ben 53 piazze. I numeri sono imponenti, tantissime le persone controllate e 16 mila consegnate alle forze di Polizia. Strade Sicure, attualmente, è una delle operazioni più impegnative portate avanti sul territorio nazionale. Dallo scorso 21 giugno la Brigata Alpina Julia è subentrata alla Brigata Sassari nel comando degli oltre 2000 uomini impiegati con il Raggruppamento Lazio Abruzzo, che ha come area d’azione principale la città di Roma ma che si estende sino a Civitavecchia , Amatrice, Ortucchio, Nettuno ed Ostia.
Il Raggruppamento, al comando del Generale di Brigata Alberto Vezzoli, si articola su due Task Force: una su base Reggimento Piemonte Cavalleria (2°) al comando del Colonnello Giuseppe Russo, l’unità esplorante della Brigata Alpina Julia , e l’altra su base 11° Reggimento Trasmissioni al comando del Colonnello Pasquale Guarino. Da quando ha preso il comando il raggruppamento ha effettuato più di 5800 pattuglie nel territorio ed ha controllato e identificato più di 1100 persone, una quarantina delle quali affidate poi alle forze dell’ordine. Attività svolte nel
migliore dei modi, segno dell’ottima preparazione dei militari e del continuo addestramento che più volte ha consentito ai militari di risolvere alcune situazioni critiche. 

Tra gli uomini del Raggruppamento Lazio-Abruzzo ci sono anche gli alpini del Nono reggimento dell’Aquila, attualmente impiegati nell’operazione a Roma e in Centro Italia. 
Gli stessi Alpini che sono intervenuti dopo il terremoto del 24 agosto 2016, occasione in cui l’Esercito ha messo a disposizione le capacità e la professionalità delle proprie unità fornendo un concorso di militari, mezzi e materiali per provvedere in maniera adeguata  alla salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei loro beni ma non solo anche per ripristinare una compromessa viabilità e per lo smaltimento delle macerie nel centro Italia.

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