L'Aquila, ecco come sarà il palazzo
del Consiglio regionale restaurato

L'Aquila, ecco come sarà il palazzo del Consiglio regionale restaurato
di Stefano Dascoli
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- Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 22:05

L'AQUILA - Il restauro del palazzo dell’Emiciclo e dell’annesso edificio ex Gil non è una faccenda che attiene alla semplice ricostruzione, per giunta gravata da notevoli ritardi a causa dei ricorsi, di un importante edificio pubblico. No. Il Consiglio regionale ha deciso di aprirsi alla città, in un certo senso di fondersi con essa e con il suo centro storico visto che tra i temi più interessanti di questa rinascita, presentata ieri con tanto di visita in cantiere, c’è sicuramente la possibilità di abbattere l’attuale recinto e di chiudere al traffico via Michele Jacobucci. Tornerà all’antico, dunque, la grande “piazza” che ospiterà, al di sotto del colonnato, una nuova sala ipogea anche in questo caso ad uso e consumo di attività cittadine. Non è finita. L’ingresso dell’attuale emiciclo verrà stravolto, anche in questo caso grazie a un’attenta rivisitazione di carattere storico (c’era una chiesa): l’androne si trasformerà in un’agorà, un luogo di incontro e, perché no, di possibili importanti esposizioni. L’attuale scala in cemento armato che collega questa zona dell’Emiciclo con gli uffici sovrastanti verrà demolita. La sala Michetti sparirà per lasciar posto all’antico chiostro del complesso monastico, un “giardino d’inverno”: uno spazio aperto, polivalente, vista cielo (con copertura trasparente), una sorta di foyer su cui convergeranno i principali passaggi dell’edificio. Con il recupero di tanti spazi, ci sarà l’opportunità di «riorganizzare anche il patrimonio librario del Consiglio, che conta 7 mila volumi ed è già stato recuperato e archiviato e immesso nel sistema Isbn» ha svelato il direttore del Consiglio, Paolo Costanzi.

I NUMERI

Per quanto concerne l’ex Gil, fa un certo effetto vedere coperta dal cellophane la “nuova” sala consiliare inaugurata da Fausto Bertinotti nel 2007 e utilizzata solo un paio di volte. L’edificio sarà ristrutturato in maniera “soft” e, forse, alcuni spazi concessi al Gran Sasso Science Institute che ne ha fatto richiesta: l’interlocuzione è ampiamente avviata e già supportata da alcuni atti normativi. La sala consiliare resterà a tutti gli effetti quella attualmente in uso che, tra l’altro, verrà a breve ulteriormente adeguata. Esiste la possibilità che venga adattata per gli usi dell’assise regionale anche la nuova sala ipogea sotto al colonnato. Il progetto di restauro complessivo è importante perché tra i sei o sette al mondo in quanto a isolamento sismico di edifici pubblici; i lavori termineranno entro 495 giorni dall’avvio (inizio dicembre). L’appalto è stato affidato per 8,8 milioni (dagli 11,4 a base di gara) all’associazione temporanea di imprese composta da Rosa Edilizia, Ricci Guido ed Elettroidraulica Silvi. Ieri i progettisti (gli ingegneri Riccardo Vetturini e Antonello Bottone e l’architetto Lucio Zazzara) hanno spiegato nei dettagli l’intervento. Particolarmente soddisfatto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio: «A volte con un po’ di confusione, ma siamo arrivati a cominciare i lavori a palazzo dell'Emiciclo, speriamo che questo intervento ridia dignità non solo al Consiglio ma anche all'Aquila, capoluogo di regione ma anche della futura macro regione, togliamoci questo dubbio». Di Pangrazio ha insistito molto sulla necessità «accolta con grande felicità dal sindaco Cialente» di riconnettere il complesso al cuore della città.

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