Ricostruzione, per un errore del Comune si ritrova sul conto 200 mila euro in più

Ricostruzione, per un errore del Comune si ritrova sul conto 200 mila euro in più
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Mercoledì 20 Ottobre 2021, 10:40 - Ultimo aggiornamento: 10:48

Si ritrova, per un mero errore del Comune, la considerevole somma di 200mila euro in più per la riparazione della propria abitazione danneggiata dal sisma di 12 anni fa e ora la Corte d’Appello dell'Aquila lo ha condannato, arrivando anche a confiscare i suoi beni per equivalenza. La singolare vicenda giudiziaria penale che verrà con molta probabilità affrontata nuovamente in un’aula di giustizia (a Roma presso la Corte di Cassazione) ruota sulla vicenda nella quale Giampiero Galli, professionista aquilano (assistito dall’avvocato Stefano Lopardi), dopo aver richiesto il contributo per la riparazione del proprio immobile nella frazione di Pianola, si è visto alla fine accreditare una somma maggiorata di 200 mila euro, arrivando pertanto ad avere sul proprio conto corrente qualcosa come 575 mila euro, dagli iniziali 375 mila euro.

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Un errore (al momento non è dato sapere come sia stato reso possibile) per il quale il Comune è corso subito ai ripari, chiedendo al professionista la restituzione della somma in eccesso. Alle mancate risposte dell’imputato, l’amministrazione ha presentato una denuncia facendo muovere la Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, in servizio presso la procura della Repubblica, la quale a sua volta non è riuscita nell’intento di riavere dall’indagato la somma in eccesso accreditata sul conto corrente. L’accusa ha evidenziato come l’indagato avesse destinato i 200 mila euro «a finalità diverse da quelle previste per la riparazione dei danni post sisma». La vicenda è approdata in Tribunale che si è pronunciato in favore dell’imputato, ma recentemente la Corte d’Appello dell’Aquila ha diametralmente ribaltato il primo pronunciamento. Infatti il Collegio di secondo grado ha condannato Giampiero Galli per il reato di malversazione alla pena di 6 mesi di reclusione ma anche la confisca dell’immobile ubicato a Pianola e di un altro dello stesso imputato, destinato dal professionista ad ufficio, ubicato nel complesso commerciale “Strinella 88” a due passi dalla Questura. 

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