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L’Aquila, in centro torna a splendere il palazzo dell’ex Bottega d’arte abruzzese

L’Aquila, in centro torna a splendere il palazzo dell’ex Bottega d’arte abruzzese
di Daniela Rosone
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Marzo 2019, 18:04 - Ultimo aggiornamento: 18:37

L’AQUILA - Nell’ottica del ritorno di molti antichi palazzi del centro storico cittadino, un altro significativo tassello del centro torna alla luce e ai suoi cittadini che ne potranno godere di nuovo. Domani, mercoledì 6 marzo alle 18, sarà presentato alla città il restauro, coordinato dall'ingegner Mario Centofanti, dell’aggregato edilizio composto da tre corpi di fabbrica che si trova su Corso Vittorio Emanuele al civico 138. Un aggregato che è di grande importanza vista la sua storia. Il primo edificio, infatti, sottoposto alla tutela del Mibac, era l’antica sede della Bottega d’arte abruzzese che verrà restituita alla collettività dopo un sapiente restauro. L’edificio è molto identitario e di significativo valore storico artistico, espressione del tessuto edilizio minore che comprende però la gran parte del centro storico aquilano. Il primo edificio ospitó, come si diceva, la Bottega datata 1928 ma anche la Federazione Autonoma delle Comunità Artigiane e del Comitato Piccole Industrie per la Provincia dell’Aquila. La Bottega era una sorta di mostra a carattere permanente che aveva all’epoca lo scopo di valorizzare la produzione di artigianato artistico abruzzese. Il progetto di riconfigurazione dell’edificio del ‘400, di cui restano a memoria l’arco in pietra e le due cornici delle finestre, fu portato avanti dall’architetto Mario Gioia con la ricomposizione della facciata nelle forme attuali e l’inserimento di un secondo ordine con bifore in stucco, così come i due portali di ingresso. Di pregio anche tutto l’apparato decorativo in ferro battuto della facciata, il soffitto in legno lavorato ad incisione nel vano al piano terra della Bottega e il pannello di maioliche che funge da insegna, realizzato dalla Maiolica Polci di Pescara su disegno del pittore Domenico Cifani. Gli stucchi degli elementi architettonici della facciata e i ferri battuti furono prodotti da maestri e allievi della “Scuola arti e mestieri dell’Aquila”, erede dell’omonima scuola del 1882 diretta da Teofilo Patini. Il secondo corpo di fabbrica è invece un palazzetto borghese riferibile alla seconda metà del XIX secolo, con negozi al piano terra, appartamenti e piano nobile con una maggiore altezza interpiano con le volte decorate. Il terzo corpo è una casina delle delizie collocata sul retro, in fondo alla corte interna. Questa in origine faceva parte del complesso di Palazzo Carli Benedetti che è attiguo: un ambiente senza finestre ma con una decorazione molto interessante a pittura di giardino che raffigura uccelli ed elementi floreali. Seppur di dimensioni contenute il modello rimanda alla tradizione figurativa dell’antichità classica romana. L’intervento portato avanti sul complesso edilizio ha riguardato il consolidamento e il miglioramento sismico ma anche il restauro architettonico e quello degli apparati decorativi interni e di facciata. Il presidente del Consorzio è l’ingegner Alberto Carlomaria Bacigalupi. Per il Ministero hanno seguito il restauro la Soprintendente Alessandra Vittorini, l’architetto Di Stefano e la storica dell’arte Colasacco. 
 

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