L'Aquila, l'ombra della camorra dietro le truffe ai nonnini: nel mirino anche studenti

L'Aquila, l'ombra della camorra dietro le truffe ai nonnini: nel mirino anche studenti
di Marcello Ianni
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Giovedì 10 Novembre 2022, 08:25

Giovani napoletani incensurati, anche studenti, in trasferta in città e nell'hinterland per compiere truffe agli anziani per conto della criminalità, pure quella organizzata come la Camorra. Ragazzi appena maggiorenni spinti a trasformarsi da delinquenti che acciuffati dalle forze dell'ordine ed intimoriti per le conseguenze non belle a cui potrebbero incorrere preferiscono non dire nulla se non ammettere quanto compiuto. E' su questo binario che la Procura della Repubblica dell'Aquila e le forze dell'ordine impegnate nel contrastare il fenomeno dilagante sulle truffe agli anziani (agenti della Squadra mobile della Questura e carabinieri della Compagnia) si stanno muovendo. E più passa il tempo e più osservando le anche analoghe tipologie criminali che stanno avvenendo anche nel Teramano ad esempio, e più prende corpo l'idea che dietro tali inqualificabili azioni possa essersi una regia con la benedizione della Camorra.

Non è un caso, infatti, che il bottino raggranellato nella truffa venga registrato sui telefoni cellulari degli stessi malviventi. La domanda è: perché? E a chi devono inviare foto e filmati? Anche dai cellulari sequestrati dai carabinieri di San Demetrio e della Compagnia dell'Aquila agli ultimi due truffatori napoletani in trasferta, Christian Mattarello (assistito dall'avvocato Luigi Poziello) e Simone Viola, (avvocato Emilio Coppola) entrambi appena 18enni, potrebbero, il condizionale è d'obbligo, uscire delle sorprese. Questi ultimi due appena 18enni sono stati interrogati nei giorni scorsi dal Gip, Guendalina Buccella, dopo il fermo avvenuto a Napoli perché considerati gli autori di una truffa da 3mila euro compiuta a San Demetrio ne' Vestini ai danni di un'anziana, contattata da un finto maresciallo dei carabinieri che l'ha avvertiva di un incidente provocato dal figlio di lei in cui era rimasto ferito un bambino. Anziana invitata a contattare l'utenza di un avvocato (falso) per concordare una somma che avrebbe potuto sistemare la faccenda. Denaro poi prelevato in fretta e furia dalla malcapitata presso l'ufficio postale e consegnato nelle mani della persona di fiducia indicata poco prima dal legale: Mattarello che si è presentato nell'abitazione della vittima che lo ha subito riconosciuto una volta bloccato.


Le indagini dei militari hanno permesso di appurare come la macchina utilizzata dai due truffatori era stata noleggiata dal Matterello. In sede di interrogatorio, lo stesso ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ed ha aggiunto: «Chiedo scusa ai miei famigliari e alle persone alle quali ho provocato il danno». Anche Viola, ha preferito non dire nulla se non di non sapere che l'amico stava compiendo una truffa. Alla fine il Gip per permettere a quest'ultimo giovane di poter seguire le lezioni a scuola ha revocato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per entrambi resta l'obbligo di dimora a Napoli e di non uscire nelle ore serali.

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