L'allarme: iI “pusher” degli alcolici, così i baby si ubriacano

Domenica 28 Giugno 2020 di Antonella Calcagni
vendita alcolici a minori in centro

Baby alcolisti crescono in città nelle calde serate estive. L’altra movida quella dei nati nel 2004, 2005, 2006, parallela a quella dei “grandi” continua a scorrere sottotraccia, nei vicoli, fuori dalle mura cittadine, nelle case libere dei genitori. Gruppi di dodicenni e tredicenni si “finiscono” con la complicità di chi continua a vendere alcolici sebbene non consentito dalla legge. Abbiamo visto con i nostri occhi gli acquisti illeciti sottobanco, peraltro documentati.

Non si scherza sulla pelle dei ragazzi – ha tuonato l’assessore comunale al Commercio e vice sindaco Raffaele Daniele – Della situazione informerò il prefetto e utilizzeremo tutte le nostre energie per combattere questo drammatico fenomeno». In comune si stanno studiando soluzioni per inasprire ancor di più l’ordinanza anti-botellon in centro storico. Inasprire potrebbe tuttavia significare far chiudere alle 21 alcuni esercizi di vicinato del centro, ma questo rischierebbe di fare di tutta l’erba un fascio e non sarebbe giusto per gli esercenti diligenti, la maggioranza. Questa la riflessione del Comune. Si spera dunque nell’efficacia del nucleo di polizia municipale in borghese.

Tuttavia anche questo potrebbe non bastare perché in ballo, nella triste filiera, sono entrati anche i maggiorenni che si trovano, loro malgrado, a giocare il ruolo di veri e propri pusher dell’alcool. Funziona così: il diciottenne va a comprare le bottiglie su commissione (le stesse che poi vengono abbandonate vuote lungo via Cavour come documentato da un nostro recente articolo) per poi rivenderle al gruppo di pivellini minorenni. Con due tre euro per ciascuno la serata di sballo è assicurata. Non è chiaro se il maggiorenne prenda la propria commissione per l’acquisto, ma è probabile. In base ai racconti dei “pentiti” si scopre che vi sarebbero due luoghi di smercio da parte dei giovani pusher: zona Villa Comunale, compresa fra Viale Rendina e le mura civiche e l’area della fontana luminosa.

Prima del lockdown anche il parchetto dove tempo fa è stata messa fuori uso un’altalena per disabili era il luogo di smercio e consumo perché piuttosto tranquillo nelle ore serali e notturne. Ma chi sono i pentiti? I poveri diavoli che con un paio di bicchieri di Vodka, Martini o altro tipo di superalcolico a buon mercato si sono ritrovati in coma etilico finendo diritti al pronto soccorso. A quel punto la confessione a mamma e papà era inevitabile. Purtroppo l’entrata in gioco dei maggiorenni rende tutto più complicato, non c’è ordinanza che tenga.

Tuttavia è il caso di rimarcare che il fenomeno dei baby alcolisti non riguarda solo la città dell’Aquila, o meglio il capoluogo non fa eccezione. I numeri parlano chiaro: il 17% delle intossicazioni alcoliche trattate al pronto soccorso sul territorio nazionale riguarda soggetti sotto i 14 anni. Lo chiariscono le rilevazioni dell’Osservatorio sulle dipendenze di Palazzo Chigi. Il primo approccio al consumo di alcol si consuma a 11 anni in base ai dati nazionali. Si tratta di cifre che devono far riflettere. 
Antonella Calcagni

© RIPRODUZIONE RISERVATA