Kaos avvelenato, gli agricoltori: «Non abbiamo usato il lumachicida»

Kaos avvelenato, gli agricoltori: «Non abbiamo usato il lumachicida»
di Marcello Ianni
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Martedì 7 Agosto 2018, 13:19 - Ultimo aggiornamento: 18:42

A far morire Kaos è stato il metaldeide, un veleno per uccidere le lumache. Ma al momento nessuno tra gli agricoltori aquilani della zona, ascoltati, ha detto di aver utilizzato la sostanza tossica. L'Istituto Zooprofilattivo per l’Abruzzo e il Molise nei giorni scorsi ha fornito gli ultimi risultati delle numerose analisi di laboratorio per chiarire le cause dell’improvvisa morte del cane pastore tedesco. L'animale, di poco più di tre anni, era di proprietà del volontario della Pivec, Fabiano Ettorre residente a Sant’Eusanio Forconese. Ettorre ha rinvenuto morto il proprio cane all’interno di un prato di sua proprietà. Il referto di avvelenamento si basa su tre risultati inviati a distanza di una settimana dalla morte dell’animale, al servizio veterinario della Asl dell’Aquila, agli agenti della stazione carabinieri-forestali di Fontecchio che stanno portando avanti le indagini ed infine alla Procura della Repubblica.

L’ultima e conclusiva relazione dello Zooprofilattico conferma i risultati dalla seconda relazione quella nella quale si parla della presenza del lumachicida di libera vendita, la metaldeide. Tale sostanze è stata rinvenuta nel fegato (con una percentuale di residuo 101), nelle bile (92), nel rene (79). Un’altra percentuale pari a 324 è stata rinvenuta in cio che l’animale avrebbe espulso sottoforma di feci, raccolte dal veterinario della Asl dell’Aquila, Massimo Ciuffetelli. Nulla è stato trovato nello stomaco. La relazione non ha evidenziato la presenza di esche né eventuali altre sostanze che avrebbero immediatamente fornito un importante prova sulla natura dolosa del gesto, ovvero di chi ha voluto uccidere l’animale.
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Ieri mattina gli investigatori hanno portato al sostituto procuratore titolare del fascicolo le risultanze di tutta l’attività che a tempo di record è stata portata avanti da una settimana a questa parte. Ora l’ultima parola spetta al sostituto procuratore che nei giorni scorsi ha comunque affidato ai forestali, una delega alle indagini ad ampio raggio.

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