Juan Carrito dopo 17 giorni lascia i boschi: l'orso social avvistato questa mattina a Roccaraso

Juan Carrito dopo 17 giorni lascia i boschi: l'orso social avvistato questa mattina a Roccaraso
di Sonia Paglia
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Martedì 12 Aprile 2022, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 22:44

L’orso Juan Carrito, dopo 17 giorni di permanenza in montagna, questa mattina è stato visto da diversi residenti a Roccaraso, nella zona del palaghiaccio. «Sappiano che è arrivato a Roccaraso e stiamo valutando il da farsi», dice il direttore del Parco della Maiella, Luciano Di Martino. L'orso social, diventato la mascotte dell'Abruzzo, è sceso a valle, facendo tappa prima alla stazione di Palena, per poi proseguire, timidamente, verso la zona periferica del comune di Pescocostanzo, in provincia dell'Aquila, in direzione casa. E poc fa è sttao notato a Roccaraso, dove ha vissuto tra la popolazione per mesi, cibandosi di rifiuti (presi direttamente dai cassonetti), biscotti (una volta è entrato anche in una pasticceria ripulendo tutte le teglie) e crocchette per cani (c'è anche chi gliele lasciava vicino casa). E da dove è stato allontanato, allo scopo di garantire la sua sopravvivenza: i rifiuti, specie la plastica e la carta oleata che possono intossicarlo.

C’è un lavoro di quadra dietro al monitoraggio costante di Juan Carrito. E’ quello rappresentato dall’ente Parco nazionale della Maiella, dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal Ministero, Ispra, Regione Abruzzo e carabinieri forestali. Il Pnm considerava un successo, uno spiraglio di positività, il fatto che Juan Carrito, per 17 giorni, non si è avvicinato nei paesi e razziato i rifiuti dei cassonetti. Tuttavia non aveva mai escluso il ritorno nelle aree antropizzate, dove è nato due anni fa e dove è cresciuto tra cani, che considera suoi amici, e turisti che lo adorano. L'ultimo suo giaciglio notturno è stato sotto un albergo a Roccaraso. 

Tutto questo il Parco lo aveva già messo in conto. Già pronto un servizio di monitoraggio intensivo e di sorveglianza, con la collaborazione del reparto carabinieri Parco Maiella, su indicazioni del Ministero della Transizione ecologica. In molti auspicano che l’orso problematico resti in montagna. Anche perché i primi dodici giorni di permanenza in natura, dopo il rilascio, non avrebbero comportato criticità. Juan Carrito sembrava essersi abituato al nuovo stile di vita da animale selvatico, in un territorio completamente privo di insediamenti umani e con una sostanziale assenza di interazioni con l’uomo. Si nutriva soltanto di cibo che reperiva nei boschi e nelle radure, come erba, formiche e poco altro. Tutti elementi che hanno fatto ben sperare in un ritorno alla normalità del giovane orso.

Luigi Liberatore e Paolo Forconi, che avevano fin da subito capito il ritorno di JC, hanno diffuso nei giorni scorsi sui social una comunicazione rivolta agli abitanti di Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso, invitandoli «a non lasciare i rifiuti e cibo per cani e gatti». 

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