Falcia pedone e fugge. Rintracciata mentre è in vacanza a Ischia

Giovedì 12 Settembre 2019
Credeva di aver preso un paletto stradale mentre si era distratta alla guida, forse perché stava armeggiando con l’aria condizionata, e invece quel colpo che lei aveva sentito distintamente era il corpo contro la sua auto del povero Camillo Pechini che camminava correttamente sul ciglio della strada in direzione opposta al senso di marcia. Ha 73 anni ed è un’ex impiegata di banca di Teramo ora in pensione la donna che lo scorso 2 giugno ha investito a Colleranesco, lungo la statale 80, l’89enne morto dopo 46 giorni di agonia in ospedale.

Per riuscire a risalire alla sua identità c’è stato bisogno di un lavoro davvero certosino da parte della Polizia stradale. Al momento R.D.B. è stata denunciata a piede liberto accusata di omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga. L’altro giorno, dopo essere stata interrogata dal pm titolare dell’inchiesta, Stefano Giovagnoni, ha ammesso la propria responsabilità. Sulla sua auto, una Renault Clio di colore grigio vecchio modello, posta sotto sequestro, c’era ancora un piccolo lembo dei pantaloni di Pechini. Fondamentale per risalire alla donna è stato il testimone oculare dell’incidente mortale, ossia il conducente che seguiva l’auto dell’investitrice che si è fermato per prestare il primo soccorso. E’ lui, infatti, che ha descritto nel dettaglio il modello e il colore dell’autovettura della 73enne, della quale, però, non aveva preso il numero di targa, ma aveva notato altri dettagli, ossia il colore degli occhiali della conducente, bianchi, e l’età avanzata.

Da lì, quindi, sono partiti gli investigatori supportati anche dal video di una telecamera privata che riprendeva la scena dell’incidente. Impressionante. Con il coinvolgimento della Polizia postale, che ha contribuito fattivamente alla risoluzione del caso, sono stati quindi autorizzati dalla Procura l’acquisizione di ben 20mila utenze telefoniche. Dopodiché è cominciato il lavoro di scrematura. L’obiettivo era rintracciare una donna residente tra Teramo e Giulianova, d’età avanzata con occhiali colorati bianchi, che avesse una Clio modello vecchio grigia con un faro riparato o danneggiato. La ricerca, quindi, si è ristretta a cinque persone e in breve tempo i Poliziotti sono arrivati a lei, che si trovava in vacanza ad Ischia. L’auto è stata trovata in garage con il faro anteriore destro sostituito, ma il resto dei danni ancora lì, probabilmente proprio a testimoniare la sua buona fede.

A quanto pare quel giorno non raccontò niente neanche ai figli della botta che credeva di aver preso perché aveva il timore che poi non le avrebbero fatto più portare in auto il nipotino. Disse, invece, di aver ritrovato l’auto danneggiata. Dopo che il conducente che la seguiva le suonò con il clacson lei si sarebbe addirittura accostata un centinaio di metri più avanti per verificare cosa fosse accaduto per poi proseguire la corsa ignara di aver investito un uomo. Le sue vacanze sarebbe iniziate poco dopo e per questo non avrebbe appreso la notizia né dai giornali, né dalle televisioni. Questo è stato il suo racconto che ovviamente adesso la magistratura dovrà valutare. Ultimo aggiornamento: 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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