Alessandra, la ricercatrice che studia come far comunicare uomo e robot

Domenica 5 Gennaio 2020 di Mila Cantagallo
Alessandra, la ricercatrice che studia come far comunicare uomo e robot

Un'eccellenza abruzzese lavora alla ricerca finalizzata ad incrementare e potenziare il dialogo tra umani e robot. Alessandra Cervone, pescarese, è dottoranda presso il Dipartimento di Ingegneria e scienza dell'informazione dell'università di Trento. A 30 anni ha collezionato esperienze lavorative in atenei e aziende prestigiose all'estero, scegliendo poi di tornare in Italia per impegnarsi nella studio e nello sviluppo della comunicazione con gli assistenti virtuali, appagando una inesauribile curiosità coltivata fin da bambina. A Pescara ha frequentato la sezione C del liceo classico D'Annunzio con l'indirizzo sperimentale in matematica informatica, ma l'ascesa della dottoranda è iniziata da studi completamente diversi, ovvero una laurea in lettere moderne conseguita a Pavia: «Durante la specialistica - racconta la Cervone - ho redatto una tesi in linguistica computazionale, una materia che si pone nel punto di intersezione tra lo studio del linguaggio umano e l'informatica, ad esempio studiando algoritmi in grado di dare un'interpretazione semantica ad una frase. Ho svolto la tesi presso il dipartimento di Informatica dell'università di Edimburgo dove mi sono resa conto che per poter padroneggiare la materia avrei dovuto approfondire le mie conoscenze informatiche. Così, appena conclusa la specialistica, ho deciso di conseguirne una seconda in Speech and language processing, sempre a Edimburgo».

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Agli studi scozzesi è seguita un'esperienza di lavoro in Germania, con la realizzazione di un sistema di dialogo per le auto Mercedes: «Ad Aquisgrana sono stata assunta da Nuance, una multinazionale americana impegnata in un progetto per la nota casa automobilistica, era la prima volta che lavoravo per il design di un agente conversazionale che sarebbe andato in produzione. Dietro la costruzione di questi sistemi vi sono dei gruppi formati da persone con competenze anche molto diverse, è quindi importante essere in grado di comunicare in maniera veloce ed efficiente, nel rispetto di tutti, anche se si è l'unica donna nel team, oltre che l'elemento più giovane». È ad Aquisgrana che Alessandra ha scoperto la sua vocazione per la ricerca: «Mi dà libertà - dice - e la multidisciplinarietà dello studio è per me un valore aggiunto». Da qui la decisione di rinunciare ad un contratto a tempo indeterminato e inoltrare domanda di dottorato all'università di Trento, dove per la talentuosa abruzzese si sono spalancate le porte. Le è stato subito messo a disposizione un gruppo di studenti di informatica per la candidatura all'Alexa Prize, la competizione indetta da Amazon: «Dovevamo costruire una versione di Alexa in grado di intrattenere gli utenti conversando di argomenti comuni - spiega - i partecipanti erano tutti statunitensi tranne noi ed altri tre team europei. Non siamo arrivati in finale ma abbiamo ricevuto un contributo di 100 mila euro».

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La studiosa non è passata inosservata e gli esperti di Amazon le hanno proposto un tirocinio come applied scientist nel centro Lab 126 a sud di San Francisco: «Mi sono occupata di un progetto di ricerca su modelli statistici per la generazione automatica di testo. Quando chiediamo a un sistema come Alexa di cercare un'informazione, tipo un ristorante nelle vicinanze, la ricerca viene eseguita su basi di dati. Una volta trovata la risposta, è necessario un algoritmo che la converta in una frase comprensibile per l'utente ed io ho lavorato su questi modelli». Alessandra Cervone lavora attualmente all'integrazione del dialogo uomo-robot: «Penso ci vorranno ancora anni per stabilire conversazioni più articolate - osserva lei - a volte è difficile anche per noi ricercatori capire cosa modellare. Questo è un momento affascinante per la ricerca, credo che ci sarà un processo interattivo dove utenti e agenti conversazionali impareranno a conoscersi e migliorarsi a vicenda». A Pescara Alessandra torna almeno un paio di volte all'anno: «Sono affezionata alla mia città - ammette - dove vive la mia famiglia cui sono molto legata. Tra le cose che mi mancano di più di Pescara, ci sono il mare e le campagne di Città Sant'Angelo dove hanno origine i miei bisnonni. È qui che, la scorsa estate, ho voluto sposare mio marito Daniele».

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