Insetticida e vapori di varechina per dispetto: una condanna per le liti tra coinquiline

Mercoledì 13 Marzo 2019 di Stefano Buda
Quando si dice una convivenza difficile. E' finita in tribunale la storia di tre donne di mezza età, che condividevano un appartamento nel centro di Pescara, in un clima di perdurante tensione. Una di loro, una 67enne del posto, sarebbe finita nel mirino delle due coinquiline, che l'avrebbero sottoposta ad angherie di ogni genere. Le discussioni e i litigi sarebbero cresciuti man mano d'intensità, fino a degenerare in una vera e propria aggressione, avvenuta il 6 settembre del 2016, nel corso della quale la 67enne venne colpita "intenzionalmente" al voto, riportando graffi e lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.

La vittima dei soprusi, assistita dall'avvocato Lorella Cipollone, ha sporto querela e la vicenda è approdata davanti al giudice di pace, che ha condannato una delle due donne, una 56enne ucraina, ad un risarcimento di 1.000 euro a favore della vittima e al pagamento di una multa di 600 euro. Dalla querela emerge che la convivenza sarebbe diventata impossibile già a partire dal mese di luglio, quando le due coinquiline iniziarono a vessare la malcapitata. Ad esempio sporcando intenzionalmente casa e costringendola a pulire, vietandole di aprire la finestra del bagno per far circolare l'aria, impregnando gli stracci di varechina per poi appenderli sotto la sua finestra allo scopo di farle respirare i vapori tossici. In una sera di agosto avrebbero addirittura spruzzato dell'insetticida vicino alla porta della sua stanza, in quantità tale da costringerla a ricorrere alle cure di un medico.

Anche in questo caso alla 67enne sarebbe stato impedito di aprire la finestra, con le coinquiline che le avrebbero augurato di "soffocare". La vittima delle angherie, a più riprese, sarebbe stata inoltre minacciata di morte e i soprusi sarebbero proseguiti anche dopo la zuffa del 6 settembre. Tre mesi dopo, infatti, la malcapitata sarebbe stata nuovamente aggredita, costringendo la polizia ad intervenire. Secondo quanto dichiarato nella querela, peraltro, non ci sarebbero ragioni specifiche alla base delle vessazioni, tanto che altre tre donne, dopo avere subito lo stesso trattamento, si sarebbero viste costrette a lasciare l'appartamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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